I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

14 gennaio 2008

Buttadentro

Sullo Strip:
You guys, do you wanna marry? Come on!

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08 gennaio 2008

Via da Las Vegas

Ma quando inizia precisamente un viaggio? Qual è il momento in cui dici a te stessa "ok, sono via, si diverte, in senso letterale"? A volte è la chiusura delle valige. Puff, le chiudi, controlli e tutto il resto scompare. Altre è il primo passo, che per me tipicamente è un percorso abituale, Garibaldi-Cadorna o Garilbaldi-Bovisa per andare a prendere il passante. Questa volta è stato quando in aereo sono stata svegliata da delle luci assolutamente incongrue durante un volo talmente tranquillo da permettermi di dimenticare di tirar giù la mascherina del finestrino. Pochi minuti dopo aver visto le luci ho pensato di stare per vedere anche la luce eterna, perché o stavamo per precipitare o la manovra di avvicinamento a Las Vegas è stata sceneggiata da Steven Spielberg: l'aereo costeggia per diversi minuti lo Strip a bassissima quota, vira sopra l'MGM Grand e pare inabissarsi nel niente. Non siamo precipitati, direi, perché nei sei giorni seguenti, preso possesso di un ovvio SUV rosso, ci siamo fatti 2000 miglia di periplo dell'Indian Country, cioè le terre in comune a Arizona, Utah, Colorado e New Mexico che sono state in parte "restituite" ai nativi americani. Come sempre accade, l'abbiamo scoperto dopo: il nostro itinerario era un assai più banale Las Vegas - Grand Canyon - Santa Fe - Monument Valley - Bryce Canyon - Las Vegas. Poi ho trovato la cartina perfetta (adorando i viaggi on the road, non posso che amare le carte geografiche, pur odiando le mappe delle città) e la cartina perfetta si chiama "Indian Country", ma questa è un'altra storia. Perché tornare a Las Vegas dopo sei giorni di deserto, montagna, cultura, storia e silenzio assoluto fa uno strano effetto, straniante, snervante, disorientate. La conseguenza principale è che mi sono scoperta innamorata di questa città improbabile, disturbante, fuori luogo, offensiva, materialista eppure diretta, sincera, illuminata da una luce perfetta, a tratti buffa, il simbolo assoluto del capitalismo fuori controllo e della capacità tutta umana di trasformare (e distruggere) l'ambiente a ogni costo, nel bene e nel male.

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26 ottobre 2007

SPMCL

Domenica ce ne andiamo al Festival della Scienza ad annuire entusiasticamente qualunque cosa dica Federica Migliardo (magari è la volta buona che capisco la storia del gatto).
Dal 5 all'8 novembre siamo a Berlino al Web 2.0 Expo: il programma è da capogiro e penso che per una volta invece di cazzeggiare starò seduta buona buona.
Proposito opposto invece per Le web3 a Parigi (11/12 dicembre): visto l'anno scorso metto in conto molto social e poco content, però spero di intervistare lui.
Degli ultimi due eventi - wi-fi permettendo - pensiamo di fare un live blogging sia qui su sia su Style.

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