I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

24 novembre 2008

Do's e dont's

Prima mentre uscivo dalla metropolitana c'era una ragazza alta con una sciarpa grigia che piangeva parlando al telefono in piedi sulle scale, in Largo La Foppa. "Stavo troppo male e sentivo che dovevo chiudere, ma adesso che l'ho fatto sono due giorni che sto di merda, e adesso lui mi ha scritto un sms chiedendomi scusa se mi disturbava...".

E non è tanto che avrei voluto abbracciarla e diventare sua amica: il brutto è che a Milano, nel 2008, non puoi abbracciare una sconosciuta perché stai empatizzando a morte con lei. Su Internet sì. Ed è tutto qui.

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07 agosto 2008

Lasciatemi chattare - col cellulare in mano

Dice: ma che connessione e cellulare e modem UMTS, almeno al mare liberati da Internet e goditi la vacanza!
Vero, che lo dice? Lo dice spesso. E se non lo dice lo pensa, dite la verità.

Che Internet = lavoro, e quindi connessione = rovinarsi le vacanze, spesso è la risposta che è dentro di te. Epperò è sbajata.

Paradossalmente, l'associazione online=lavorare è molto più sentita da chi con Internet ci lavora solo incidentalmente, che dai professionisti del settore che ci passano tutta la giornata. Internet è percepita come un peso lavorativo da chi non la sa e/o non la desidera usare in modo sociale. Anche la penna e il telefono sono strumenti di lavoro, ma nessuno si sogna di bannare penne o telefoni dalle sue vacanze.

Insomma, quello che voglio dire è che se la connessione, insieme al cellulare, mi permette di:

- leggere le news in tempo reale da fonti di tutto il mondo
- vedere cosa stanno facendo i miei amici e chattarci se ho tempo libero (non persone a caso, i miei amici: gente a cui voglio bene e con cui vorrei anche passare del tempo insieme, ma ahimé non posso perché abitano in altre città)
- scrivere e leggere le mail in qualunque posto mi trovi (ancora una volta, attenzione al luogo comune infondato che associa l'email al lavoro)
- leggere le prime pagine dei quotidiani e le riviste più note senza doverle comprare e portare dietro
- leggere i classici che mi son perso in gioventù nei momenti morti, senza dovermeli portare dietro
- trasmettere in diretta audio e video da qualunque punto del pianeta
- riconoscere qualunque brano musicale al volo, e persino scaricarlo

Soprattutto in un periodo in cui ho un sacco di tempo libero potenzialmente noioso come in vacanza, perché dovrei rinunciarci?

Chi l'ha detto che Internet necessariamente ruba il tempo a cose più importanti? Da dove viene fuori - se non da luoghi comuni indimostrabili - quest'idea che è l'online di per sé a essere alienante? Che stare su Internet fa male? Che è meglio frequentare persone noiose nella "vita reale" che persone interessanti online? Che gli atomi sono qualitativamente meglio dei bit? Che quello che conta non è la qualità dei contenuti ma un'ipotetica qualità intrinseca del medium?

Chiedilo alle centinaia di persone - blogger e non - che in queste settimane, 15 anni dopo le chat e i newsgroup - stanno riscoprendo le conversazioni paritarie online in tempo (quasi) reale su Friendfeed.

Ancora non mi credi? Bene, ci vediamo qui tra due anni, quando il Jesus Phone sarà diventato lo strumento più indispensabile della tua giornata, sia lavorativamente che socialmente.

(Sei ancora lì a pensare "oddio, la schiavitù"? Allora forse non hai speranze: immigrante digitale a vita :)

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