I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

26 luglio 2008

Orecchiette basse

Le mie giornate hanno il ritmo e il respiro del libro che sto leggendo. Se è un libro lento seguirò la scia, se non mi piace sarò intrattabile, se è impegnativo mi lascerà qualche spazio in più per le persone. Io più che vivere leggo, nel senso che sono più me stessa con un libro in mano che qualunque altra cosa faccia.

Io nei libri cresco, sogno, mi allargo, mi esprimo, prendo appunti per una me stessa migliore che sarà tale solo attraverso i libri che sceglie. Libri spesso di nessuna qualità letteraria, i miei preferiti, i più difficili da trovare: un autore d'evasione che non sia offensivo è merce rara. Dalla dipendenza dai libri vengono i miei difetti, esacerbati poi dalla socialità in rete, come la convinzione di poter chiudere le situazioni con un gesto semplice, magari mettendo un segno per riaprire se e solo quando voglio io.

Il vizietto del lieto fine, della spiegazione che dà un senso a tutto, della distanza, della narrazione onnisciente in cui mi bullo di riuscire anche quando sono parte della scena. Il twist creativo che risolve l'ingestibile, la fuga che permette di tornare al momento giusto per tutti, la certezza che tutto abbia un senso e che tutto mi sia permesso solo perché non chiedo altro che di tornare a leggere, con brevi intervalli di azione nei reami dello shopping, della corsa, della bici, del sesso.
E' che qualunque cosa io faccia quando non leggo, scrivo: mi racconto storie che mi distraggano da me stessa e che butto via non fermandole mai. O forse proprio per questo le conservo meglio, ma sempre storie sono, e io mi ci perdo sguazzandoci.

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28 giugno 2007

Boooooolla?

E' arrivato il momento di leggerlo.

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19 aprile 2007

Sovraesposta

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10 aprile 2007

Io dov'ero, quel giorno?

Ero a casa e con mio fratello giocavamo indisturbati, i nostri genitori stranamente assenti, rapiti dalla tv (ma era domenica?). Io e mio fratello facevamo un gran casino e dobbiamo averla fatta grossa, perché a un certo punto mio padre ci ha sgridato di brutto e mi ha detto "C'è quel bambino che sta morendo e non ve ne sta fregando niente".
Quel bambino era Alfredino di Vermicino, il bambino nel pozzo, e credo che la mia allergia per la spettacolarizzazione della cronaca sia nata quel giorno, insieme alla spettacolarizzazione della cronaca. Ne parla un bel libro di Massimo Gamba che sta per uscire per Sperling (disclosure: lavoriamo per loro) e mi ha molto colpito l'idea che la tragedia di Vermicino sia stata una specie di spartiacque per la mia generazione, tanto è vero che, pur essendo piccola, ricordo benissimo il clima di tensione e paura condivisa (anche se di riflesso.
Tu dov'eri, te lo ricordi? Per quanti "Alfredino+Vermicino" sono (state) (ancora) parole chiave significative?

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28 marzo 2007

Avvistamenti topici

Ha iniziato Pierluigi di ZeusNews, che ha visto i nostri libri nella vetrina:
della libreria Artè di Torino (quella che si vede nel fim Santa Maradona), in Via S. Francesco, traversa di V. Garibaldi, ed è sempre molto aggiornata.

Sono (stati) in vetrina anche nella Mondadori di Taranto, ma forse perché è del fidanzato di mia sorella. Nelle Feltrinelli (Milano) sono molto ben posizionati, ma in settori diversi (eros, umorismo e informatica). Alle Messagerie Musicali (Milano) sono in Informatica, sempre faccia in su e vicino al Maistrello.
In una libreria centrale di Monza sono vicina alla cassa, così come in una grande libreria di Corso Buenos Aires (grazie Auro).

Se vedi Il Mouse e la Topa o Lui non sa chi sono io in vetrina o in evidenza, ce lo dici?

PS: pensavo di essere incorruttibile, poi Laura ci ha costretti a farci questa foto.

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15 marzo 2007

Vicinati

Non so se avete presente quella sensazione, un misto di rosico e di gratitudine, tipica di quando leggi qualcosa che esprime alla perfezione ciò che da tempo pensavi di dire, ma con una chiarezza, una competenza e una sicurezza che tu di solito ti sogni.
A me sta succedendo con La parte abitata della rete di Sergio Maistrello, che ringrazio per il gran lavoro fatto e per il notevole equilibrio tra entusiasmo e tranquillità che dovrebbe rendere facile digerire questa deliziosa "guida turistica" anche a chi ha pregiudizi o paure.

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26 febbraio 2007

Non ci resta che ridere

Nel "La vita digitale" Andreoli raggruppa in quattro tipologie i loschi figuri che rendono Internet "una discarica di dati":
  • i trollS (sic)
  • i flamers
  • gli spammers
  • i bloggers
Io e il Vanz abbiamo fatto un bookshifting estremamente raffinato, con tanto di copertura degli spiragli.

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