I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

13 gennaio 2009

Regala Little Brother di Cory Doctorow

Hai un fratellino/sorellina teenager? Una figlia, nipote, cugina a cui hai voglia di regalare un libro? Ha tra i 14 e i 20 anni (ma anche di più) ed è appassionata di Internet? Vuoi regalarle qualcosa che sia un romanzo divertente da leggere ma anche utile, cioè le insegni le filosofie importanti alla base di Internet, dell'open source e della libertà di informazione ed espressione senza essere noiosamente educativo e paternalista, ma anzi raccontando una storia divertente e appassionante?

Ce l'ho. Little Brother di Cory Doctorow è il libro più utile da regalare oggi a un/a ragazzino/a (che sappia l'inglese, visto che non è tradotto). Caldamente consigliato dai maestrini.

Inoltre, è liberamente scaricabile in formato digitale, god bless him.

E se qualcuno capace di farlo avesse voglia di offrirsi, ci sarebbe anche da tradurlo (professionalmente) in versione digitale italiana :-)

Qui lo compri su play.com a 5,49€ incluse spese di spedizione.

Qui lo scarichi gratis in digitale.

UPDATE

Content, la raccolta di saggi, articoli e speech sui social media e sul copyright è una lettura imprescindibile non solo per chi lavori su e con Internet, ma per chiunque desideri capire le questioni fondamentali per la libertà d'espressione e di informazione nei prossimi anni.

Se devi leggere un solo saggio quest'anno Se ti occupi di Internet, di editoria o in genere di distribuzione di contenuti coperti da proprietà intellettuale, Content è il libro che devi leggere. E' distribuito totalmente free, ma compralo su Play.com o su Amazon perché il buon Doctorow ha diritto anche lui a essere compensato per il suo lavoro.

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07 agosto 2008

Lasciatemi chattare - col cellulare in mano

Dice: ma che connessione e cellulare e modem UMTS, almeno al mare liberati da Internet e goditi la vacanza!
Vero, che lo dice? Lo dice spesso. E se non lo dice lo pensa, dite la verità.

Che Internet = lavoro, e quindi connessione = rovinarsi le vacanze, spesso è la risposta che è dentro di te. Epperò è sbajata.

Paradossalmente, l'associazione online=lavorare è molto più sentita da chi con Internet ci lavora solo incidentalmente, che dai professionisti del settore che ci passano tutta la giornata. Internet è percepita come un peso lavorativo da chi non la sa e/o non la desidera usare in modo sociale. Anche la penna e il telefono sono strumenti di lavoro, ma nessuno si sogna di bannare penne o telefoni dalle sue vacanze.

Insomma, quello che voglio dire è che se la connessione, insieme al cellulare, mi permette di:

- leggere le news in tempo reale da fonti di tutto il mondo
- vedere cosa stanno facendo i miei amici e chattarci se ho tempo libero (non persone a caso, i miei amici: gente a cui voglio bene e con cui vorrei anche passare del tempo insieme, ma ahimé non posso perché abitano in altre città)
- scrivere e leggere le mail in qualunque posto mi trovi (ancora una volta, attenzione al luogo comune infondato che associa l'email al lavoro)
- leggere le prime pagine dei quotidiani e le riviste più note senza doverle comprare e portare dietro
- leggere i classici che mi son perso in gioventù nei momenti morti, senza dovermeli portare dietro
- trasmettere in diretta audio e video da qualunque punto del pianeta
- riconoscere qualunque brano musicale al volo, e persino scaricarlo

Soprattutto in un periodo in cui ho un sacco di tempo libero potenzialmente noioso come in vacanza, perché dovrei rinunciarci?

Chi l'ha detto che Internet necessariamente ruba il tempo a cose più importanti? Da dove viene fuori - se non da luoghi comuni indimostrabili - quest'idea che è l'online di per sé a essere alienante? Che stare su Internet fa male? Che è meglio frequentare persone noiose nella "vita reale" che persone interessanti online? Che gli atomi sono qualitativamente meglio dei bit? Che quello che conta non è la qualità dei contenuti ma un'ipotetica qualità intrinseca del medium?

Chiedilo alle centinaia di persone - blogger e non - che in queste settimane, 15 anni dopo le chat e i newsgroup - stanno riscoprendo le conversazioni paritarie online in tempo (quasi) reale su Friendfeed.

Ancora non mi credi? Bene, ci vediamo qui tra due anni, quando il Jesus Phone sarà diventato lo strumento più indispensabile della tua giornata, sia lavorativamente che socialmente.

(Sei ancora lì a pensare "oddio, la schiavitù"? Allora forse non hai speranze: immigrante digitale a vita :)

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