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07 agosto 2008

Lasciatemi chattare - col cellulare in mano

Dice: ma che connessione e cellulare e modem UMTS, almeno al mare liberati da Internet e goditi la vacanza!
Vero, che lo dice? Lo dice spesso. E se non lo dice lo pensa, dite la verità.

Che Internet = lavoro, e quindi connessione = rovinarsi le vacanze, spesso è la risposta che è dentro di te. Epperò è sbajata.

Paradossalmente, l'associazione online=lavorare è molto più sentita da chi con Internet ci lavora solo incidentalmente, che dai professionisti del settore che ci passano tutta la giornata. Internet è percepita come un peso lavorativo da chi non la sa e/o non la desidera usare in modo sociale. Anche la penna e il telefono sono strumenti di lavoro, ma nessuno si sogna di bannare penne o telefoni dalle sue vacanze.

Insomma, quello che voglio dire è che se la connessione, insieme al cellulare, mi permette di:

- leggere le news in tempo reale da fonti di tutto il mondo
- vedere cosa stanno facendo i miei amici e chattarci se ho tempo libero (non persone a caso, i miei amici: gente a cui voglio bene e con cui vorrei anche passare del tempo insieme, ma ahimé non posso perché abitano in altre città)
- scrivere e leggere le mail in qualunque posto mi trovi (ancora una volta, attenzione al luogo comune infondato che associa l'email al lavoro)
- leggere le prime pagine dei quotidiani e le riviste più note senza doverle comprare e portare dietro
- leggere i classici che mi son perso in gioventù nei momenti morti, senza dovermeli portare dietro
- trasmettere in diretta audio e video da qualunque punto del pianeta
- riconoscere qualunque brano musicale al volo, e persino scaricarlo

Soprattutto in un periodo in cui ho un sacco di tempo libero potenzialmente noioso come in vacanza, perché dovrei rinunciarci?

Chi l'ha detto che Internet necessariamente ruba il tempo a cose più importanti? Da dove viene fuori - se non da luoghi comuni indimostrabili - quest'idea che è l'online di per sé a essere alienante? Che stare su Internet fa male? Che è meglio frequentare persone noiose nella "vita reale" che persone interessanti online? Che gli atomi sono qualitativamente meglio dei bit? Che quello che conta non è la qualità dei contenuti ma un'ipotetica qualità intrinseca del medium?

Chiedilo alle centinaia di persone - blogger e non - che in queste settimane, 15 anni dopo le chat e i newsgroup - stanno riscoprendo le conversazioni paritarie online in tempo (quasi) reale su Friendfeed.

Ancora non mi credi? Bene, ci vediamo qui tra due anni, quando il Jesus Phone sarà diventato lo strumento più indispensabile della tua giornata, sia lavorativamente che socialmente.

(Sei ancora lì a pensare "oddio, la schiavitù"? Allora forse non hai speranze: immigrante digitale a vita :)

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20 Commenti:

Alle 3:47 PM, agosto 07, 2008 , Anonymous Giulia ha detto...

Guarda, mi rendo conto che mi inguaio con le mie mani dicendoti che per me è il contrario. Cioè: uso Internet socialmente e per lavoro, e tuttavia apprezzo moltissimo quei periodi in cui mi sconnetto e gli stimoli cerebrali mi vengono da altre interazioni.
Quando sono a casa (i.e. al lavoro, le due cose coincidono), stare connessa mi è indispensabile anche se non sto effettivamente lavorando, fa parte del tessuto quotidiano della mia giornata. Quando invece sono "in vacanza" (ogni tanto capita), preferisco restare offline, Perché? Non lo so. Mi piace così. Mi ricarico, assorbo input diversi, faccio cose diverse, "stacco". E' un bisogno che sento spesso, a volte anche nel corso della giornata, quello di togliermi dalla scrivania e fare cose che non prevedano l'uso di uno schermo e di tasti. Poi ci torno, ho account dappertutto, li uso, mica no. Ma lo "stacco" mi è ancora necessario.

Vado a sgomberare la scrivania :D :D :D

 
Alle 3:54 PM, agosto 07, 2008 , Blogger vanz ha detto...

si vede che in vacanza non ti annoi ;)

credo però che l'ubiquità della connessione renderà sempre più sfumato lo stacco. quando, per dire, il computer sparirà.

perché qui tutto sommato stai ancora ragionando per supporto piu che per contenuto: non facciamo differenza, qualitativamente, in quanto fonti di informazione, tra ascoltare un GR e leggere un giornale, ma la facciamo tra leggere un giornale o leggere su cellulare.

lo stacco però è rispettabilissimo ed un'altra questione, se non prevede giudizi sulla qualità della vita. è un'esigenza come tante altre.

 
Alle 3:55 PM, agosto 07, 2008 , Anonymous Dario Salvelli ha detto...

Si, certo, nulla da aggiungere, a me piacque molto la definizione di nomade digitale che riprenderò in un post. Però credo che in 365 giorni ci debbano essere almeno un tot di giorni nei quali siamo lontani dalla tecnologia se non completamente, quasi. Non solo per disintossicarsi. Prendila come un riscoprire cose, farne di nuove, mettersi alla prova in sfide (anche lavorative, perchè no?) diverse. O ritrovare la memoria. Ne parlo proprio oggi in un post.

 
Alle 4:00 PM, agosto 07, 2008 , Blogger sapu ha detto...

"Chi l'ha detto che Internet ruba il tempo a cose più importanti? "
Claire di Elizabethtown risponderebbe "loro lo dicono":
la "eternamente" maggioranza sclerotizzata che disprezza quel che non capisce e (...)
La risposta era facile.

La (mia) domanda è un'altra: fino a quanto, andando di questo passo, possiamo arrivare ad apprezzare questa rete senza arrivare ad esserne nauseati o stanchi, addirittura in senso fisico ?
Per dire: bello FF , twitter, tumblr, i milioni di chat e di feed da leggere, soprattutto avendo tempo "libero".
Ma è solo mia quella sensazione "chi si ferma è perduto" che provo ogni tanto quando stacco ?
Per tacer poi che mi sento molto meno multitasking di qualche tempo fa
(capirò mai se c'è un modo per non commentare due volte, sul blog e du ff ?!)

 
Alle 4:38 PM, agosto 07, 2008 , Blogger vanz ha detto...

E' una domanda che sento fare da circa 12 anni, sapu. A questo punto ho la sensazione che ci sia un meccanismo di salvaguardia che ci impedisce di soccombere, non credi?

non c'è un modo per non commentare due volte, sul blog e su ff, e ci vorrebbe, c'è però un modo di postare sia su TW che su FF, da FF.

 
Alle 4:39 PM, agosto 07, 2008 , Blogger vanz ha detto...

meccanismo di salvaguardia che forse si chiama semplicemente "scrematura" o "selezione" :)

 
Alle 5:49 PM, agosto 07, 2008 , Anonymous Giulia ha detto...

No, infatti è vero: in vacanza non mi annoio. Sono accoppiata con uno che in vacanza vuole vedere, fare, brigare, visitare. Io starei anche sdraiata per giorni con un libro in mano, eh, ma insomma: ci si muove. O si sta fermi. Ma non ci si annoia.
Mi piace il fatto di scrutare l'orizzonte per minuti interi, col cervello vuoto, senza input linguistici. Mi dà pace.

 
Alle 9:54 PM, agosto 07, 2008 , Blogger vanz ha detto...

senza input linguistici

con questo concordo perfettamente. ma allora anche i libri.

nessuno fa un commento su quanto fa cagare il titolo del post?

 
Alle 1:12 AM, agosto 08, 2008 , Anonymous Giuseppe Mazza ha detto...

Ma no, era un titolo divertente... :-)

 
Alle 8:57 AM, agosto 08, 2008 , Anonymous sapu ha detto...

@vanz grazie per la dritta sulla questione commenti.
Ora, mi chiedo solo se sia "corretto", o non, il doppio commento.

Meccanismo di selezione: seguo tutto quel che mi piace finchè posso, quando non posso mollo qualcosa !
Già, in effetti è quello che facciamo: non l'avevo considerato.
Però, è triste ripensare a quello che hai mollato per non 'soccombere'...

Il titolo è nazional-popolare come lo spunto per il post (le vacanze).
O magari qualcuno sta tentando di fare dell'autore della canzone ripresa un'icona della rete.
Deve esserci una spiegazione...

 
Alle 4:08 PM, agosto 08, 2008 , Blogger Pluto ha detto...

grazie per aver inserito link interessanti che non conoscevo.
e' una dipendenza simile all alcol o sigarette

 
Alle 12:06 AM, agosto 09, 2008 , Anonymous Suzukimaruti ha detto...

Il titolo fa proprio cagare, ma il post dice esattamente quello che penso (e che cerco di spiegare a chi mi dice "ma lavori anche in vacanza!?").

Per me la vacanza è la libertà (una volta avremmo detto l'alienazione) dal dovere, lo svacco volontario e il fare quello che voglio, quando voglio e senza dover rendere conto a nessuno.
E non c'è scritto da nessuna parte che vacanza=vita monacale atecnologica.

Anzi, in vacanza gioco di più ai videogiochi, ho più tempo per chattare, ho tempo di leggermi il NY Times e il Guardian online tutti i giorni e non sono costretto a scrivere per lavoro. Se lo faccio, è per piacere.

Insomma, su questi temi c'è la solita retorica un po' luddista che confonde il lavoro con i suoi strumenti. E che è erede dei vecchi tempi in cui i suddetti strumenti erano inequivocabilmente e unicamente legati al lavoro (se fai il catramista e vai in spiaggia con la betoniera, hai un problema, ecco).

Il giorno che i più capiranno che la tecnologia è un giocattolone, oltre che uno strumento di lavoro, forse ci romperanno meno le balle se sotto l'ombrellone invece che sfogliare Eva 3000 leggiamo altro (e di meglio) sul telefonino.

 
Alle 9:56 PM, agosto 09, 2008 , Blogger Pappina ha detto...

La mia idea di vacanza è sole, mare, baretto, libro, tuffo, abbronzatura, scottatura, chiacchiere con chi vado in vacanza, settimana enigmistica (di gruppo), passeggiata, tuffo, tramonto, tuffo, languorino, cena, passeggiata o simili, letto.
Cioé non c'è proprio posto per il telefonino, se non mentre aspetto di entrare in doccia e mando o rispondo sms.
Poi mi è capitato di scrivere una mail o di cercare qualcosa su wikipedia, però proprio in casi estremi, tipo quando affronti il Bartezzaghi sulla settimana enigmistica.
E' così bello comprarsi un giornale, sentirne l'odore, e avere il tempo di leggere persino i necrologi.

 
Alle 12:02 AM, agosto 10, 2008 , Anonymous Concorso blogger più bella ha detto...

E' stato appena attivato un concorso per le blogger italiane.
Mi farebbe molto piacere se partecipassi pure tu:
http;//sexyitalianblogger.blogspot.com

Anche voi lettori potete proporla

 
Alle 12:03 AM, agosto 10, 2008 , Blogger RondoneR ha detto...

quello che mi rode è che un domani faranno tutto direttamente sulla propria mano o direttamente in un occhio...

 
Alle 6:04 PM, agosto 12, 2008 , Anonymous Antonello ha detto...

Guarda...riesco ad aggiornare il sito solo ad Agosto...e in questo mese, grazie all'UMTS, sono riuscito a fare 5 post. Benedetta chiavetta...

 
Alle 11:02 PM, agosto 19, 2008 , Blogger Dadone ha detto...

Ma usi solo il portatile o anche qualche palmare/telefonino/oggetto hi-tech ?

 
Alle 11:50 AM, agosto 23, 2008 , Blogger Mr._GöRéFe$T ha detto...

so che non c'entra molto questo commento ma volevo segnalarti che per "riconoscere qualunque brano musicale al volo" esiste un programma free e non a pagamento come quello da te segnalato: Midomi.
ciao

 
Alle 5:46 PM, agosto 26, 2008 , Anonymous Aleblog ha detto...

Senti, non so che dire. Hai ragione e non hai ragione.
Io penso che una o due volte l'anno un contatto intensivo con acqua, sole, vento (e chi più ne ha...) come sto facendo io in questo periodo non faccia male. Usare molto il corpo e poco le parole, il digitale, il virtuale.
Ma come in tutte le cose, l'elasticità è indispensabile. Non rinuncerei al cellulare per parlare con il mio uomo, o con mia figlia, solo perchè sono al mare, è ovvio. Lo stesso mi pare valga anche per Internet (del resto, altrimenti non sarei qui a scrivere...).
Saluti, Aleblog

 
Alle 2:59 AM, novembre 07, 2008 , OpenID palinodia ha detto...

che post interessante...è un dilemma che mi stò ponendo anch'io ultimamente, forse perchè non lavoro (ancora) con la tecnologia. Dovrei studiare piuttosto e invece mi ritrovo qui a commentare un post vecchio di mesi.
Non riesco ancora a pentirmi del tutto di essermi fatto trascinare dal nuovo modello di vita (tecnologia e connessione)
tuttavia non posso fare a meno di chiedermi se non stiamo erroneamente delegando alla tecnica, capacità che molto probabilmente saremmo in grado di sviluppare naturalmente in quanto esseri umani (telepatia,remote viewing...) Non è che ci stiamo castrando credendo invece di migliorare le nostre vite? Forse abbiamo solo bisogno di assimilare questo nuovo paradigma di conoscenza/coscienza digitale per poi poterlo implementare nella nostra natura analogica...
Dopo questo commento posso anche chiudere e andare a dormire, magari in sogno avrò una qualche rivelazione!

 

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