I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

25 febbraio 2008

Capitolo 1: il galateo di Facebook

Dieci-quindici anni fa su Internet c'erano solo alcuni ambienti/strumenti di interazione pubblica, le cui dinamiche si erano definite e autoregolate nel corso degli anni. Chi entrava per la prima volta in IRC o nei newsgroup imparava presto poche, semplici regole su come comportarsi. A tutt'oggi la Netiquette si basa sulla preziosa esperienza maturata in quegli ambienti: tutte le community Web che sono seguite negli anni successivi, dai forum ai blog, l'hanno adottata quasi senza bisogno di adattarla.
Negli ultimi 2-3 anni è emersa una quantità di ambienti di community che si basano su interazioni diverse da quelle tradizionali: Twitter e Facebook sono ambienti che hanno funzioni e tempi fondamentalmente diversi. Forse è ora di dare una rinfrescata alla Netiquette.


Part 1: FACEBOOK
Le nuove (inter)azioni introdotte dal social network, dal votarsi reciprocamente al mordersi sul collo al tirarsi pecore, implicano una nuova serie di fastidi che possiamo arrecare agli altri (come se ce ne fosse bisogno). Ecco cosa non fare su Facebook, e perché:

1. Attenzione alle notifiche
Facebook è progettato in modo che ogni azione si propaghi esponenzialmente. In sostanza è un virus, e questo è alla base del suo successo, ma è anche causa di un enorme numero di mail e notifiche indesiderate, che vengono inviate a tutti i tuoi contatti. Le notifiche funzionano in modo diverso a seconda delle varie applicazioni e si possono (teoricamente) evitare: quando si è in questa schermata è meglio assicurarsi che i propri contatti siano deselezionati ("selected (0)") e cliccare il pulsante di SKIP che si trova in alto a destra. Se un'applicazione ti costringe a spammare i tuoi amici per continuare, torna sulla home, clicca Applications - edit e disinstallala. Solo così impareranno.

2. I vampiri non divertono più nessuno
All'inizio era divertente, ma dura circa due settimane poi non ne puoi più di gente che ti morde per farti diventare un vampiro, uno zombie o un lupo mannaro. Lo so: l'ho fatto. Chi ci si diverte faccia pure, ma si limiti a combattere con chi ha già scelto di partecipare al gioco. E se uno non risponde ai tuoi attacchi, fagli la cortesia di lasciarlo stare. E' davvero il minimo.

3. Il Poke è morto
Il mimare un'azione concreta sembrava la vera rivoluzione di Facebook, e presto ne nacquero mille varianti tra cui l'ormai mitico lancio della pecora (peraltro copiato da un videogame). Poke e Superpoke hanno caratterizzato i primi anni di Facebook ma ultimamente, correggetemi se sbaglio, non se ne ricevono quasi più. Era ora. Se proprio vuoi farlo, sii creativo o almeno colto: lancia ai tuoi amici un filosofo e aggiungi dei contenuti originali. Puoi anche attaccarci una pecora.

3. Su Facebook non si tromba
Le ore-uomo impiegate a sviluppare applicazioni di dating su Facebook sono pari solo alle ore investite nel cercare di sedurre qualcuno senza riuscirci. La seduzione su Internet avviene attraverso le parole e le idee, al massimo le foto, non con le strizzatine d'occhi, i flirt virtuali o le similitudini nei risultati dei test (Likeness). Le hai già fatto l'occhiolino, mandato fiori, lanciato una pecora e lei non ti ha risposto con pari entusiasmo? Non te la dà. Pensi che sarà tua solo perché avete lo stesso risultato in un test? Chiamami: ho un inceneritore a Pianura da venderti.

4. Se hai voluto la bicicletta, adesso pedala
Una delle possibilità più utili offerte da Facebook è scoprire cosa gli altri pensano di te, anonimamente, con il Compare People. Ma le nuove notifiche che indicano con chi sei stato paragonato - e persino intuire chi è stato - stanno già rompendo il giocattolo. In ogni caso, se vuoi giocare devi essere disposto a giocare, e con il Define Me ci si può anche fare male. E' un bel gioco finché qualcuno non ci rimette un occhio. A tuo rischio e pericolo.

5. Gli altri non vogliono far parte di un club che ti accetta come membro
Il fatto che tu trovi divertentissimo che esista un gruppo che si intitola "E anche oggi non ho fatto un cazzo" o quello per la Liberazione della Figa (o qualcosa del genere) non significa che lo sia veramente. E sì, c'è un milione di persone che odia Berlusconi senza bisogno di andare a spammarle, e no, non è possibile nutrire un bambino africano con un clic. E se non ho aderito al tuo divertentissimo gruppo non è perché la tua mail è finita nello spam, ma perché era un'idiozia. Cessa e desisti.

22 Commenti:

Alle 9:04 AM, febbraio 26, 2008 , Anonymous zeropuntodue ha detto...

facebook ha ancora enorimi potenzialità, basta saperlo usare.
Consiglio una gita all'appello di makingmyway:
http://makinmyway.wordpress.com/2008/02/21/facebook-per-un-uso-responsabile/

per un rilancio della netiquette ormai perduta..

 
Alle 11:01 AM, febbraio 26, 2008 , Blogger dotcoma ha detto...

Vanz, ma di nuovo? Come con SL? Se devi parlare delle cose di moda, fallo almeno al momento giusto. SL stava scoppiando, quando vi siete messi a incensarla.

Per FB, il momento buono era settembre. Non hai letto che pare che la cosa si stia sgonfiando un po'? Io avrò 20 inviti a cui non risponderò mai più. O è proprio che ti piace andare controcorrente? ;-)

 
Alle 11:52 AM, febbraio 26, 2008 , Anonymous David ha detto...

Ciao Vanz. Sono molto interessato al tuo inceneritore a Pianura. A quanto me lo metti?

 
Alle 12:40 PM, febbraio 26, 2008 , Blogger mr oz ha detto...

Ciao Vanz.

"il galateo di facebook", bell'ossimoro, un po' come dire "l'etica di gomorra".

Ma facezie a parte, mi limito a commentare la tua frase "In sostanza è un virus, e questo è alla base del suo successo".

Mi vien da dire che un virus non ha successo, si diffonde fino a dominare il corpo che lo ospita, è molto diverso.

È evidente che facebook sia popolare, ma dal punto di vista *qualitativo* credo sia un insuccesso.

Btw concordo sul fatto che facebook sia un virus. Per fortuna, se lo conosci, lo puoi evitare.

Io di social networks ne ho le tasche piene, per un progettino che stiamo sviluppando abbiamo scritto questo manifesto:

1 - we believe in friends
2 - we believe in real friends
3 - we believe that friendship can't be virtual
4 - we believe in flesh and bones social activities
5 - we believe that friendship and advertising can't live under the same roof
6 - we believe that "Social Media Marketing" is a nice oxymoron
7 - we believe in only one "Buzz": Aldrin
8 - we believe that if a product is a bad product, a social network won't make it a great product
9 - we believe that an email address is the best social network tool
0 - we believe that what we believe may be wrong

 
Alle 3:16 PM, febbraio 26, 2008 , Blogger dotcoma ha detto...

Vanz, vuota il sacco: dai, dicci chi è il cliente così indietro che ha sentito giusto or ora la necessità di farsi un SN.

 
Alle 8:29 PM, febbraio 26, 2008 , Blogger vanz ha detto...

mr oz, la tua è una posizione molto diffusa, ma mi pare un po' poco ragionata: il tuo network di amicizie è già "virtuale" (parola che merita di essere bandita molto più di social network).

quanti dei tuoi amici frequenti regolarmente e con quanti ti senti solo al telefono o via mail?

il fatto che tu abbia amici di altre città che non vedi mai fa sì che non siano tuoi amici? i real friends sono solo quelli che puoi toccare? nel qual caso, mi sa che ti accontenti.

la qualità delle relazioni è la qualità delle relazioni indipendentemente dallo strumento che usi per relazionarti. non è mai lo strumento: se uno strumento non ti piace non significa che per gli altri non sia utile.

FB ha successo perché la gente lo usa. questo è il successo. e sì, anche la TV generalista ha successo, che ci piaccia o meno.

l'e-mail è una forma di interazione come le altre: cosa la rende più reale di un messaggio privato in facebook? molti ti direbbero, seguendo il tuo ragionamento, che una mail non è una comunicazione reale.

con la 8 e la 0 però sono d'accordo :-)

 
Alle 12:05 PM, febbraio 27, 2008 , Anonymous Leo Aruta ha detto...

Mi sento (molto) vicino alle posizioni di Mafe a Vanz. Trovo crudo il manifesto di OZ. Io credo che l'importante rimanga sempre poter scegliere! Per quanto mi riguarda ho conosciuto tantissima gente dal vivo grazie ai social network.
E se avessi seguito alla lettera le affermazioni di OZ ora non sarei quì a commentare e, sopratutto, non avrei mai conosciuto Mafe!
Leo

 
Alle 2:20 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger mr oz ha detto...

Ciao Vanz, tu dici "i real friends sono solo quelli che puoi toccare? nel qual caso, mi sa che ti accontenti"

È proprio l'opposto. Io non mi accontento di amici virtuali. Non considero *amici* persone che non ho mai conosciuto, toccato, annusato. Un "pen pal" è una cosa, un "amico" è tutto un altro sport.

È proprio della qualità delle relazioni che mi preoccupo. Una relazione iniziata online è già una relazione a rischio, se poi non ci si conosce di persona allora non può diventare amicizia.

Hai ragione, anche la De Filippi ha successo, ma non smetterò mai di dire che il suo programma è di pessimo livello e che vederlo fa male.

Insomma c'è successo e successo.

L'email è uno strumento perfetto per mantenere un legame a distanza. Non è comunicazione reale come non lo è spedirsi lettere per posta, ma fin quando Apple non ci regala un iTeleport ci dobbiamo accontentare...

FB invece è fondamentalmente cazzeggio sposato al disperato bisogno di amici che la maggior parte di noi ha, il tutto spolverato (ultimamente) da un velo di reclame.

---------

Leo, "crudo" è un complimento, è proprio così che lo vogliamo. Un manifesto crudo contro i social network bolliti.

 
Alle 2:24 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger mafe ha detto...

Mr Oz, ma io su Facebook ho contatti solo con le persone che conosco già, non è molto usato per fare nuove amicizie, in proporzione.

E' nato come ambiente per permettere ai compagni di classe di restare in contatto, figurati.

 
Alle 2:30 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger vanz ha detto...

ma ci mancherebbe che io vado su Facebook per fare nuovi amici: un social network serve per relazionarsi a persone che si conoscono già, di persona o meno (linkedin, facebook).

 
Alle 4:17 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger dotcoma ha detto...

@vanz: Linkedin per le cose importanti, da grandi, diciamo, e Facebook per sapere "quanto è finlandese" un tuo amico ("how finnish are you?" è la mia app preferita su Facebook).

@Mr Oz: "un manifesto crudo contro i social network bolliti" è geniale :)

 
Alle 6:29 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger vanz ha detto...

non lo so: a me Linkedin non è mai servito a un cazzo, mentre con Facebook mi ci sono divertito parecchio. diciamo che ognuno si diverte con quello che gli pare (o non si diverte affatto :)

 
Alle 7:02 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger mr oz ha detto...

"ognuno si diverte con quello che gli pare", sacrosanto.

Credo che, Vanz e Mafe, facciate un uso di FB diverso da quello che ne fanno la maggior parte degli utenti.

Ecco perché scrivete di "galateo"...

Ribadisco, è come parlare di galateo da McDonald's.

 
Alle 10:45 PM, febbraio 27, 2008 , Blogger vanz ha detto...

personalmente non credo, ma soprattutto mi chiedo su cosa basi questa affermazione.

non credo tu abbia statistiche su un campione rappresentativo: non starai parlando di come usi tu Facebook? (o su come vedi Facebook, magari senza usarlo?)

 
Alle 8:10 AM, febbraio 28, 2008 , Blogger mafe ha detto...

La mia applicazione preferita su FB è il Compare People, non è che sia proprio un uso da Premio Nobel. Ma che divertimento c'è a paragonare sconosciuti?

Che qualcuno usi FB (o i sn) per conoscere anche persone nuove è certo, ma non è l'uso più efficiente, e infatti è abbastanza palloso.

Poi, siamo alle solite: qui parliamo di quel che succede in rete, non facciamo raccomandazioni. Puoi lavorare o pensare di conoscere la rete e non analizzare a fondo FB e le sue dinamiche sociali?

 
Alle 12:43 PM, febbraio 28, 2008 , Blogger mr oz ha detto...

Mafe, tu dici "Puoi lavorare o pensare di conoscere la rete e non analizzare a fondo FB e le sue dinamiche sociali?".

E io ti rispondo di sì. Cioè: non è necessario analizzare a fondo FB per capire a quale "mercato" si rivolge e stabilire che puoi starne alla larga e puoi consigliare ai tuoi clienti di fare altrettanto. Ovviamente questo comporta la "selezione" dei propri clienti.

Del resto per lavorare in televisione e conoscerla è necessario conoscere a fondo il Wrestling o la DeFilippi?
E per lavorare nella ristorazione e conoscerla (magari in una tradizionale trattoria di collina con le donne che fanno la pasta a mano) è necessario conoscere a fondo McDonalds?

...

Vanz, magari sono male informato, ma al momento c'è molto rumore su FB per il numero massimo di friends che uno può avere. Che è 5000.

Ma prendiamo anche chi ne ha "solo" 1000. Tutti amici che si conoscono già di persona?

 
Alle 1:04 PM, febbraio 28, 2008 , Blogger mafe ha detto...

Mr Oz, la nostra competenza professionale nasce non solo dalla conoscenza approfondita ma anche dalla frequentazione personale degli ambienti di rete, quindi resto convinta che non posso non conoscerli. E che per alcuni clienti una presenza ragionevole su Facebook (non pubblicitaria) sia utilissima.

 
Alle 1:06 PM, febbraio 28, 2008 , Blogger vanz ha detto...

per lavorare in televisione e conoscerla è necessario conoscere a fondo il Wrestling o la DeFilippi?

E per lavorare nella ristorazione (...) è necessario conoscere a fondo McDonalds?



 
Alle 5:14 PM, febbraio 28, 2008 , Anonymous p.s.v. ha detto...

aiuto

 
Alle 5:23 PM, febbraio 29, 2008 , Blogger Otto_Vask ha detto...

Diciamo che la velocità con cui si evolve la rete fa sì che sia difficile trovare letteratura e modelli affidabili per comprenderne le dinamiche, in particolare se parliamo di comunità. Credo quindi che la conoscenza diretta degli ambienti più popolari come facebook e delle dinamiche relative sia di grande aiuto se non imprescindibile per un operatore professionale o uno studioso.

 
Alle 10:36 PM, febbraio 29, 2008 , Blogger vanz ha detto...

la mia bottom line: facebook è un sistema operativo. è buono solo a seconda di quello che ci metti dentro. solo che è il primo sistema operativo sociale della storia (ne vedremo molti altri). se non altro per questo è una bella novità, e non lo si può liquidare come l'ennesimo hype.

 
Alle 11:44 AM, aprile 08, 2008 , Blogger s|a ha detto...

Infatti la mia permanenza su FB è durata un mese. Poi mi sono rotto i coglioni. Senza contare l'effetto Grande Fratello, che provoca in me un'istantanea reazione allergica da quando ho l'età della ragione.

 

Posta un commento

Link a questo post:

Crea un link

<< Home page