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01 dicembre 2007

Dieci ragioni per lasciare che tuo figlio scarichi

Non ruberesti un DVD. Ogni volta che vedo gli spot antipirateria della SIAE, con quel tono da dieci comandamenti, mi viene voglia di andare a scaricare qualcosa. Non per spirito di contraddizione, ma perché tutte le associazioni che dicono di difendere il diritto d'autore in realtà si stanno arroccando a difesa di una legge sul copyright che è ampiamente superata, e lo sanno loro per primi. La cosa che mi fa impazzire è che quello che semmai sta allontanando gli spettatori dalle sale cinematografiche e dai negozi di musica è proprio la difesa del copyright così come è attualmente regolato.

Ok, un po' di hard facts, che ognuno tragga le sue conclusioni:

1. L'industria cinematografica è in difficoltà. Falso: worldwide box office reached an all-time high in 2006 with $25.82 billion, an 11% increase (Variety)

2. L'industria musicale è in difficoltà. Falso. Sono le vendite di CD che sono in calo (inevitabilmente). Le vendite di musica digitale online sono in crescita dal 166 al 200% all'anno (dati RIAA via TNT-audio.com). Sono ancora numeri piccoli? No: sono 2 miliardi all'anno e crescono in fretta.

3. La gente vuole scaricare e non pagare. Falso, e non ha senso. La gente vuole pagare, altrimenti iTunes non venderebbe mp3 e film. La gente vuole poter scaricare pagando quello che considera giusto. In mancanza, scarica a gratis. Inoltre, non è provato che il file sharing abbia impatto negativo sulle vendite, anzi gli studi ipotizzano che le faccia aumentare.

4. Fermare Bittorrent è impossibile, tecnologicamente, quanto lo è pensare di fermare Internet. Punto che non necessita di ulteriori elaborazioni e non ammette smentite. Anche dovessero riuscire a chiudere Bittorrent, ne nascerebbe subito un altro.

5. L'attacco alla net neutrality (i fornitori di accesso che rallentano o bloccano Bittorrent) è probabilmente uno spauracchio con i piedi d'argilla. L'innovazione tecnologica è sempre avanti a questi tentativi. Essendo nel libero mercato, lo spettro virtualmente infinito di frequenze disponibili verrà prima o poi aperto.

6. La legislazione sul copyright è talmente delirante che il cittadino medio la viola più volte al giorno senza neanche rendersene conto . Le generazioni più giovani non considerano la violazione del copyright un reato. E sul lungo periodo il sentire comune l'ha sempre vinta sulla legge. Se la maggior parte delle persone pensa che un comportamento sia legittimo, la legge deve adeguarsi. E' per questo che la battaglia delle major è molto più mediatica che legale.

7. Non esistono soluzioni alternative al copyright e alla distribuzione tradizionale. Falso: in Scandinavia stanno già sperimentando il collective licensing per i contenuti digitali (proposto nel 2004 dall'EFF e mai preso in considerazione dalle major). In Canada il file sharing senza scopo di lucro non è reato.

8. Una soluzione come il collective licensing (un fisso annuo per scaricare a piacere) non può garantire la sopravvivenza dell'industria. Falso. Il turnover del cinema nel mondo è di 26 miliardi di dollari. Con 1,244 miliardi di persone connesse (in rapidissima crescita) il collective licensing sarebbe fattibile con un fisso annuo di 20$ a testa (facciamo 35 nel mondo occidentale e 5 nel terzo mondo?) garantendo l'attuale guadagno delle major (dvd esclusi, ma quelli prima o poi crepano comunque). Inoltre il collective licensing permetterebbe di retribuire gli autori in misura dell'effettivo gradimento dei consumatori.

9. Il collective licensing è un contratto sociale prima che legale: le major devono rinunciare a parte dei profitti smisurati che stanno facendo se vogliono trovare un accordo. Anche perché non hanno il coltello dalla parte del manico (e anche i legislatori scaricano).

10. Sul lungo periodo, andando verso una copertura sempre maggiore della popolazione mondiale, il fatturato delle industrie dell'intrattenimento salirebbe enormemente, consentendo nuovi investimenti e un periodo di vitalità del mercato e aumento di diversificazione e quantità dei prodotti offerti mai visto nemmeno negli anni d'oro di Hollywood.
(ok, questo non è un hard fact, ma è più che plausibile)



Questo è quello che prima o poi accadrà. Sarebbe bello avere per una volta un confronto pubblico con SIAE, FIMI e distributori cinematografici e musicali su questi temi. Un confronto che non parta da posizioni di difesa a tutti i costi ma avvenga su basi razionali. Chissà che qualcuno non abbia voglia di organizzare un convegno con blogger e major, prima o poi.

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11 Commenti:

Alle 12:31 PM, dicembre 02, 2007 , Anonymous liberop2p ha detto...

ciao sul punto 4, purtroppo, la realtà è un altra grazie a provider come tele2, libero e chissà quanti altri si aggiungeranno.

Stiamo cercando di portarla a conoscenza con questo blog
http://nobloccop2p.blogspot.com/

di fatto Tele2, blocca ogni connessione ai tracker torrent e ai server emule, impedendo anche la condivisione di materiale legale (es publicdomain torrent)dalle ore 8 alle ore 24 ( per i più fortunati). si è rigettati da ogni tracker a prescindere che sia di iso linux o materiale copyleft.
ovviamene la legalità non c'entra niente visto che esistono organi competenti come la polizia postale e il motivo è forse nella distribuzione della banda su cui tele2 non vuole investire.

Invitiamo quindi a non sottoscrivere nessun contratto tele2 e ai clienti di questo o altro provider che si trovano in queste condizioni di protestare al servizio clienti o con modulo agcom

scusate e grazie per lo spazio

 
Alle 2:15 PM, dicembre 02, 2007 , Blogger Pelódia ha detto...

Io ho apprezzato molto la presenza di Manlio Mallia, direttore d'indirizzo SIAE, al WaveCamp a Firenze.

è sempre un punto di partenza.

Sempre meglio che al MEI a Faenza in cui le istituzioni dell'industria dell'intrattenimento hanno fatto interventi da 5 minuti l'una senza lasciare spazio a chi la pensi diversamente da loro.

Ah mi preme citare una tristissima frase di un rappresentante FIMI a Faenza settimana scorsa: "Si parla tanto di musica liquida ma a questo punto si potrebe parlare di musica gassosa visto che si scarica veramente tanto. Aggiungo quindi, cari amici, che da gassosa a meteorismo la strada è corta"

volevo morire.

 
Alle 9:54 AM, dicembre 03, 2007 , Blogger andre ha detto...

Ecco la citazione di cui avevi bisogno nel punto sulle quotidiane violazioni involontarie. E' un Pdf di cui si è discusso nel blog di Bruce Schneider" e su Slashdot.

 
Alle 11:11 AM, dicembre 03, 2007 , Blogger vanz ha detto...

grazie, andre. aggiunta.

 
Alle 12:46 PM, dicembre 03, 2007 , Blogger dotcoma ha detto...

aggiungiamo anche che prima fa sesso e meglio è? (banale, ma è così, pare)
http://www.newsweek.com/id/70988

 
Alle 2:49 PM, dicembre 03, 2007 , Blogger zefirina ha detto...

ma lo sai che anche a me ogni volta che vedo quella specie di spot mi verrebbe di trasformarmi in arsenio lupin, anzi robin hood, rubare ai ricchi possessori di copyright per dare ai poveri utenti di dvd e cd....

 
Alle 3:51 PM, dicembre 03, 2007 , Anonymous vuminch1 (aka n3t) ha detto...

Ottimo post, e guarda caso oggi è uscita l'intervista al leader dei Radiohead, Tom Yorke, che ha decretato riuscito l'esperimento di vendita a offerta libera e download digitale del loro ultimo lavoro.

 
Alle 4:08 PM, dicembre 03, 2007 , Blogger Riccardo ha detto...

Ottimo articolo, concordo su tutto.
Complimenti!

Ciao,
Riccardo Salmo69

 
Alle 3:08 PM, dicembre 05, 2007 , Anonymous deeproland ha detto...

mi piacerebbe sapere quanto, di quello che pago per un cd musicale o un dvd va veramente agli artisti.
in un film, ad esempio, ad una comparsa gli arrivano soldi ogni volta che compro il dvd dove è apparso?

 
Alle 3:43 PM, dicembre 05, 2007 , Blogger vanz ha detto...

non so se il paragone è del tutto corretto, dipende cosa intendi per artisti (gli autori del brano o i musicisti che lo suonano). in ogni caso questi rapporti sono regolati da contratti stretti dalle case di produzione con gli artisti.

solo i più famosi e di successo, che io sappia, riescono a imporre delle condizioni di retribuzione in percentuale. tutti gli altri sono più o meno costretti ad accettare quello che gli offrono le case di produzione (o percentuali molto basse dei ricavi).

la comparsa (come il musicista di studio) viene pagata una tantum.

 
Alle 5:32 PM, dicembre 06, 2007 , Blogger DarwinCarlo ha detto...

Ciao a tutti. Vorrei aggiungere un contributo alla discussione sui "diritti proprietari" suggerendo la lattura di una articolo che si trova sul primo numero di PiratPartiet (http://www.piratpartiet.it/). C'è una inquietante (se vera) analisi di qual'è la direzione che assumerà il DVB (digitale terrestre e altro). Vi assicuro che il legame con il P2P vi apparirà chiaro. Stanno preparando una guerra alla distribuzione libera delle sorgenti. Ripeto, se è tutto vero.
Ciao

 

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