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20 ottobre 2006

I Tube

Non è che non sia preoccupata, come Leonardo, dalla possibilità che anche in Internet le immagini in movimento sottraggano tempo e attenzione al testo scritto. La scri(le)ttura stimola e allena la mente a forme di ragionamento complesse, il video (finora) non può che essere fruito in modo passivo e passivizzante. La scri(le)ttura permette di affrontare qualunque tema, il che la rende particolarmente adatta alla natura interest driven della rete, il video semplifica e sintetizza la complessità dei saperi e potrebbe far scomparire pian pianino tutto ciò che non è sceneggiabile (tipo questo post). La scri(le)ttura ci chiede di rallentare, ma ci perdona le interruzioni, il video impone i suoi tempi e monopolizza tutti i canali.

Sono preoccupata in teoria, non molto in pratica, e per un motivo molto semplice: la possibilità di pubblicare per me è sempre meno interessante della possibilità di interagire. Diciamo che il personal broadcast ha dignità evolutiva solo se fa da motore a una conversazione paritaria e agevole.
I video di YouTube o le foto di Flickr non sono niente senza i commenti e i link. Un video decente dev'essere scritto da qualche parte, anche solo nella testa dell'autore; scriviamo recensioni dei film, non filmiamo il parere sui libri (non tutti i giorni almeno).

Interagire per iscritto è alla portata anche dei semianalfabeti (lo vedo succedere tutti i giorni): fare amicizia, corteggiare qualcuno, trovare lavoro con una foto, un video, un pezzo musicale, fosse anche un mash up o un editing, richiede vero talento.
E se mai dovessimo assistere a una conversazione umana multimediale, beh, sarebbe talmente affascinante che a quel punto chi più rimpiangerebbe il passato?

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