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06 giugno 2006

Replicanti feriti

Una legge non è applicabile se la maggior parte delle persone che la devono rispettare ritiene che non sia giusta. Naturalmente è in vigore, ma resta lettera morta. E' per questo (più che per le scarse probabilità di essere beccati) che moltissimi italiani continuano a fumare le canne senza il minimo senso di colpa, ed è per la stessa ragione che gli italiani hanno smesso immediatamente di fumare nei locali pubblici.

Ovvero: divieto di fumare canne = non condiviso (limita la libertà personale) quindi non rispettato, versus divieto di fumare nei luoghi pubblici = condiviso (difende la libertà personale) quindi rispettato. Se la Chiesa, AN e la Lega capissero questa cosa, avrebbero e avremmo tutti una vita più semplice.

Alla categoria del "limita la libertà personale" appartiene anche la legge che vieta il file sharing di brani musicali. Ormai è evidente a chiunque che alla Siae, invece di dibattersi in preda a convulsioni come replicanti feriti, dovrebbero rendersi conto che è avvenuto un mutamento tecnologico e culturale dal quale non si può più tornare indietro. Se si vuole parlare di soluzioni, proposte sensate sono già state fatte: se si vuole continuare a sbraitare come replicanti feriti, si sappia che anche i replicanti prima o poi crepano.

Direi anche che quando un Ministro della Repubblica mette sul suo blog un mp3 scaricabile presumibilmente coperto da diritto d'autore (autore che - guarda caso? - è proprio una delle voci più critiche contro lo scambio di musica) probabilmente il mutamento culturale è innegabile e irreversibile: le leggi - così come i grandi progetti infrastrutturali - non possono più essere decise unilateralmente: oggi vanno concertate con la cittadinanza che dovrà poi rispettarle, non solo con la sua rappresentanza parlamentare.

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