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11 maggio 2006

There's no importance in the technology whatsoever, ever

Questa frase di Jaron Lanier dovrebbe essere diffusa subliminalmente in tutte le software house e le web agency che si occupano di sviluppare qualunque programma o applicazione o interfaccia per il Web destinata a essere usata da esseri umani. Credo me la farò tatuare sulle chiappe.

Poi, Lanier ha parlato del perché la gente vorrebbe videocomunicare ma è a disagio nel farlo, di qualità dell'illusione VS interattività, della testa umana come spy submarine, di come il cervello interpola gli stimoli sensoriali, di un buffo sistema per la telepresence che si chiama Cocodex, di Second Life, di MySpace, della rigidità dell'html, del trauma emotivo di scoprire che non abbiamo controllo sul reale, di creazione collettiva della realtà, di differenza tra realtà virtuale e sogno, soprattutto ha parlato tantissimo di come Internet è prima di tutto e soprattutto un'esperienza sociale e collettiva.
(Poi semmai la rece seria la fa mafe, io di ste robe ne mastico pochino).

Ed è un buffo signore senza età coi dreadlocks che pare uscito dalla Zion di Matrix, sovrappeso in modo preoccupante, e insieme alla sua compagna sembrano due comparse di Hair, e pur da esperto di comunicazione ha faticato a capire la freddezza del pubblico, causata - come sempre in questi casi - dalla disumanizzante interfaccia della traduzione simultanea.

E la Mediateca di Santa Teresa ha una splendida "bibilioteca multimediale interattiva" con cinquanta PC in rete ma, incongruamente, incomprensibilmente, imperdonabilmente, nessuna connessione wireless.

E l'intera intervista fatta da mafe e Aaron è qui, e la registrazione della conferenza sarà presto qui.
Qui ci sono le foto di Lanier durante l'intervista.

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