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09 maggio 2006

Bomb, shot, bomb

Avere un blog o una pagina personale su una community significa anche morire lasciando dietro di sé una quantità di pensieri e parole pubbliche. E' l'equivalente della scena "queste erano le sue cose" tra l'agente e il partner della vittima nei serial TV. Solo che in questo caso non si tratta di un piccolo momento di dolore privato ma di un'esposizione pubblica, virtualmente eterna, di ciò che eri. Ed è abbastanza per rappresentare una ragione di imbarazzo in una società terrorizzata dalla morte come la nostra.

Sulla "community" MySpace la gestione dell'inevitabile è più pragmatica, tanto che qualcuno ha creato MyDeathSpace.com, dedicato a registrare tutti i casi di morte tra gli appartenenti alla community.

La cosa che colpisce, ogni volta, anche se ormai non dovrebbe più, è la quantità di morti violente tra i giovani statunitensi. Solo nella prima pagina: suicide, shot, bomb, car accident, gunshot suicide, stabbed, bomb, heroin OD, drunk driver.

Che ci fosse qualcosa che non va già lo si sapeva (un solo incidente stradale su nove cadaveri under 30 è semplicemente spaventoso) ma quello che colpisce sono i due uccisi da una bomba. E no, non si tratta degli aspiranti dinamitardi su Internet che tanto piacciono a quotidiani e serie TV: è solo la dimostrazione che, 40 anni dopo l'assurda inutilità del Vietnam, un'altra guerra assurdamente inutile è tornata a decidere dei destini dei giovani americani.
Che, poveretti, a giudicare da questi dati la guerra già la vivono ogni giorno in patria. E sarà anche un ragionamento un po' terra-terra, sarà accontentarsi di poco, ma coi tempi che corrono mi pare già sufficiente per ritenersi fortunati, o teenager italiani.


Mariel Hannah, 18 - Shot - RIP March 19, 2006

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