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24 gennaio 2006

Worst Practices

Qualcuno ricorderà la diatriba dell'anno scorso tra il ministro della salute Storace e l'Ospedale Maggiore di Milano. L'ospedale rese noto di non voler più eseguire prelievi di sangue su donatori omosessuali. Storace, che per appartenenza ideologica non mi sembra esattamente il tipico difensore delle minoranze discriminate, aprì un'inchiesta (come si sia conclusa, poi, qualcuno lo sa?)

Io sono un donatore del Centro Trasfusionale dell'Ospedale Maggiore, al quale ho chiesto spiegazioni sul provvedimento. Onestamente fatico a comprendere le basi scientifiche (e la legittimità) di questa posizione. Da informazioni raccolte qua e là mi par di capire che da ormai molti anni ci sia un calo costante nella trasmissione tra omosessuali, mentre da diversi anni c'è un incremento in quella tra eterosessuali (soprattutto donne, spesso sposate o con relazioni fisse). Ne concludo che la vecchia logica delle categorie a rischio ormai è decaduta.

Ma se non è l'orientamento sessuale e non è la "promiscuità" (concetto moralista e ottocentesco: è più promiscuo un gay che ha partner diversi con rapporti sicuri o uno dei milioni di padri di famiglia che vanno a puttane?), allora qual è il criterio? L'Ospedale Maggiore non lo specifica, limitandosi a comunicarmi che
"i criteri di selezione adottati presso il nostro Centro prevedono una sospensione permanente dalla donazione dei candidati che essendo di sesso maschile hanno avuto rapporti sessuali con altri soggetti di sesso maschile, siano essi protetti o meno, indipendentemente dall'orientamento sessuale del candidato (potrebbe trattarsi ad esempio di eterosessuale che abbia subito una violenza da un altro maschio); tale criterio è quello formalmente adottato ed oggi in vigore negli Stati Uniti d'America, in Inghilterra, in Francia ed in Germania, per citare solo grossi paesi!"
Ora io non ho voglia di fare il bravo blogger e andare a cercarmi le leggi in questione, che peraltro dubito riuscirei a trovare, ma conoscendo un po' tedeschi e francesi sospetto troverei qualcosa di leggermente diverso. E in ogni caso che sia o meno una posizione di grossi o piccoli paesi, non riesco a immaginare nessuna motivazione scientifica dietro a questa scelta, visto che dubito che all'Ospedale Maggiore piuttosto che al Congresso credano davvero che il sesso anale sia praticato solo tra omosessuali di sesso maschile (in 12 stati degli Usa il sesso anale è vietato, non mi sembra un caso da prendere come esempio).

Insomma, forse c'è qualcosa che non so, ma mi vengono in mente solo spiegazioni di altro genere. Per esempio che negli Usa c'è una maggioranza cristiana fondamentalista. Ah, anche in Italia c'è qualcosa di molto simile: è dichiaratamente casto e puro e guarda caso governa la Regione Lombardia, quindi la sanità lombarda.

Se vogliamo è una piccola cosa, ma se si tratta effettivamente di una discriminazione di carattere ideologico (e sono le piccole violazioni dei principi che aprono la strada alle grandi violazioni dei diritti) chi ci garantisce, per esempio, che in futuro al promiscuo omosessuale oltre alla donazione non possa essere negata anche la trasfusione?

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