Reality Tunnel (o del bias)
Metti che Noam Chomsky indichi i nomi dei sette politici che cambieranno i destini del mondo. Metti che io condivida con il resto del mondo i nomi dei sette social software che cambieranno le nostre vite. Metti che Luca Sofri individui definitivamente i sette "must-have" che si trovano ormai solo su eBay. Metti che Pippo Baudo designi le sette vallette perfette.
Vi scandalizzate? Non credo. Lo trovate normale e parte integrante del lavoro di queste persone? Credo di sì.
Però quando la direttrice di una potentissima rivista di moda indica quali sono secondo lei i sette stilisti che "disegneranno il futuro della moda" escono articoli di questo tenore. E va bene che Anna Wintour non è esattamente una giornalista qualunque, però secondo me stavolta la sua fama ha pesantemente orientato il giudizio per un'uscita che mi sembra assolutamente nelle prerogative del ruolo che ricopre.
[Della serie: cause perse, in collaborazione con Microbloggiallo ed Emmebi]

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