In coda per il futuro
Non c'è che il riposo, per ridare senso a ciò che fai: vivere all'aperto, finché c'è luce, ma anche godersi la casa, anche se questo significa rinunciare a una domenica in campagna con uno dei miei esseri umani preferiti.So che lei sarà contenta di sapere che ho dormito, ho letto, ho chiacchierato, corso e camminato. E votato.
Una bella cenetta di pesce con gli amici venerdì sera, anche se in gruppo mi lascio sedurre troppo dai carboidrati e poi dormo male; un sabato mattina pigro, ancora pesce da Claudio, una luuuuunga passeggiata per negozi con il Maestrino, un sabato sera sul divano a ridere e spaventarsi per un film idiota.
La gioia di far la coda per votare, domenica mattina: e poi andare a correre al parco Sempione, fare un po' fatica che i 45 minuti erano pre-tendinite, crollare sull'erba e allungare braccia e gambe, il sole caldo sul viso e all'improvviso cinque minuti regalati di nanna nel verde.
E il cinema, e l'aperitivo alle Colonne di San Lorenzo che erano anni che, e ER. E otto ore filate di sonno, risvegliata da un risultato atteso eppure sorprendente.

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