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20 settembre 2005

Sviluppo sostenibile

Nel 1991 mi sono (brevemente) laureata con una tesi sul marketing ambientale. Il mio orientamento politico era liberal-qualunquista, per la natura avevo un amore generico e il mio principale interesse era trovare una specializzazione rivendibile. Avevo già praticamente trascinato a conclusione una tesi di gruppo su bambini e televisione, ma anche solo l'idea mi annoiava a morte: credendo di farmi un dispetto il mio relatore mi disse "ok, ma cavatela da sola: tra tre mesi voglio la tesi finita".
Tre mesi dopo, esaltata e col prof in visibilio, ero ormai sul cammino che mi ha portato a soliloqui incompresi finché non ho incrociato i movimenti no global.

Non so se è per la passione di lunghissima data per i temi di base dello sviluppo sostenibile che mi rende particolarmente sensibile al tema, ma vorrei che tutti noi, quando pensiamo alle conseguenze dell'inquinamento, mettessimo da parte l'effetto serra (che esiste, non esiste, dipende da noi, non dipende da noi, ha relazioni, non ha relazioni). O davvero qualcuno pensa che l'effetto serra sia l'unico problema di una società il cui ossessivo sviluppo è basato su agenti ferocemente inquinanti?

Non dobbiamo inquinare perché se affitti un appartamento devi lasciarlo al proprietario come l'hai trovato; non dobbiamo inquinare perché l'aria che inquini la respiri, perché nell'acqua che inquini ti ci fai il bagno e ci cuoci la pasta e se non hai soldi te la bevi, perché le scorie nucleari non puoi metterle neanche sulla Luna senza rischiare conseguenze ben più gravi di qualunque incidente a un reattore.

Non dobbiamo inquinare perché le altre specie hanno diritto al loro habitat intoccato, e questo vale anche per i nostri figli e per i nostri nipoti (e se non ne hai vale lo stesso).

C'è davvero chi pensa che non si deve inquinare perché se no i ghiacciai che si sciolgono allagano le città? Lo sviluppo sostenibile è una questione di etica, non di interesse: e se dev'essere interesse, che sia quello immediato di vivere in un ambiente non completamente cementificato, plastificato, puzzolente. Stiamo negoziando le conseguenze presenti perché quelle future sono incerte.

Non c'è alternativa a bruciare idrocarburi? Benissimo (cioè malissimo), ma almeno non ci nascondiamo dietro a querelle "scientifiche" se l'effetto serra o il buco nell'ozono esistono davvero o no. Anche se non esistessero o se non fossero conseguenza dell'attività umana, ci sono mille e uno altri motivi reali per cambiare strada, subito.

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