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11 maggio 2005

Milano da bere

Transit 1996. Ralph Lauren 1989. Burberry 1998. Walsh 2004. Nessuno può dire che non fossi vintagemente attrezzata per degustare il Dom Perignon 1996 e Dom Perignon Enoteque 1990 che ci sono stati offerti ieri (insieme a salumi e formaggi, che eleganSa), dopo il privilegio di una visita a porte chiuse al Poldi Pezzoli con introduzione di Philippe Daverio. Ho anche imparato una cosa importantissima: non si mette in frigo il vino bianco, perché il freddo esagerato e costante appiattisce i sapori e trasforma qualunque cosa sia nella bottiglia in tavernello. Il vino bianco si raffredda solo nel cestello del ghiaccio. So che avrei dovuto già saperlo, ma non lo sapevo e adesso spaccherò i coglioni in tutti i ristoranti dove vado. E il Poldi Pezzoli è delizioso: a parte i quadri e i mobili (che non sono attrezzata a capire) c'è una collezione di orologi e meridiane veramente imperdibile.

Non contenti dell'esperienza siamo andati a sfoggiare la nostra elegante ubriacatura (niente come lo champagne va alla testa senza parere) alla Triennale, dove si presentava il libro Axolute di Bticino. Il dibattito sembrava interessante ma sono arrivata alla fine, cioè all'inizio delle cibarie, stavolta un po' troppo creative (tipo orecchiette servite in un bicchiere e cappesante avvolte nella pancetta, che sta bene ma per me è un po' uno spreco, a meno che non fossero cappesante morte da anni). Il tutto era però davvero molto kewl, molto desaign e molto stailisc e mi hanno dato tutto l'Amarone che volevo (anche se secondo me era Amarone come io sono olivastra).

Se tutti gli eventi per la stampa fossero così, mi metterei a fare la giornalista sul serio. Poi perderei il rispetto per me stessa, quindi mi porto avanti e con questo post inizio a perdere il vostro :)

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