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02 maggio 2005

Battesimo

"Per favore, concentratevi e meditate: questa è una Chiesa, non è un teatro". Il prete scende dal pulpito, scuote il cavo del microfono e lo impugna con distratta professionalità mentre da dietro l'altare parte la schitarrata e lui comincia incitare con il mento i fedeli al karaoke divino.
Sono qui, portata in prima fila con l'inganno (ma certo che una madrina può essere atea, dicean in coro mia cognata e mia suocera), cercando di decidere se mentire rispetto a un sistema di regole che non condivido è grave, e quanto, e di quale natura sarebbe la punizione: nell'incertezza, odiando le finzioni, pronuncio i tre rinuncio (scarsamente contestualizzati) e taccio ai tre credo, trasecolo alla parte su Satana (??) e giuro con tutto il cuore e perfettamente sincera che parteciperò con amore all'educazione del piccolo Diego (un libro al mese a partire dai sei anni fino ai diciotto, si può aprire un libretto di risparmio in libreria? E quanto il pargolo odierà la zia stracciacazzi invocando una sana suoneria per il cellulare?).
Il prete continua a non fare teatro: è vero che ha la voce impostata, scandisce le parole e fa ondeggiare la tonaca che neanche Ambra ai suoi tempi, ma è niente in confronto a quello che mi aspetta fuori, la sacra rappresentazione dell'Orrore della Famiglia.
Io vorrei un'ora in cui posso dire a tutti quello che penso senza conseguenze, tipo dirglielo e sparaflesciargli, che poi loro dimenticano ma fanno tesoro. Che i vestiti larghi a campana, checché se ne pensi, stanno bene alle magrissime (cfr vetrine di Marina Rinaldi per un supporto professionale). Che lui e lei dovrebbero guardarsi, prima di uscire di casa, e se lui è vestito da Braccio di Ferro e lei da odalisca, sarebbe meglio ripiegare. Che se non hai per un cazzo piacere di rivedere la tua ex moglie sarebbe furbo nasconderlo ai vostri due figli, invece di pestare i piedi che neanche a sette anni. Che il prosecco andrebbe servito MOLTO freddo e in un cestello, che bevo veloce, ma non così veloce. Che il padrino, unico uomo senza cravatta, era di un fascino da spezzare il cuore. Che non si dice "ti vedo sciupata" o quantomeno poi non ti lamentare se rispondo che sto annegando nel mio sangue. Che se non vuoi che tuo nipote pensi a te come a un organismo alieno forse ogni tanto dovresti guardarlo senza il tramite di un obiettivo. Che tra due settimane mi tocca una cresima e ho voglia di piangere.
Invece, complice il Prosecco, sorrido gentile a tutti, penso ai fatti miei, annuisco molto e darei non so che cosa per sapere cosa gli altri pensano VERAMENTE di me.

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