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11 aprile 2005

Vittorie di Pirro

Più ci penso, meno sono contento del risultato di queste elezioni. Anzi sono convinto che non c'è da stare per niente tranquilli.
Non credo che la casa delle libertà le abbia perse a causa della crisi internazionale (secondo la versione del Polo) ma perché non ha tutelato il potere d'acquisto dei salari e non ha controllato i prezzi al dettaglio. Scelta per la quale il PM, ci scommetterei, si sta mangiando le mani.

Quindi è vero che (e questa è la versione dell'Ulivo) l'elettorato ha ritenuto che il governo non abbia svolto bene il suo lavoro, ma questo non significa automaticamente che chi votò Berlusconi alle scorse politiche sia disposto a concedere maggiore fiducia allo schieramento opposto alle prossime. Il voto a sinistra alle amministrative e alle europee è un evento abbastanza frequente, ed è un voto di protesta: non rappresenta necessariamente un cambio di schieramento.

Ma quello che mi preoccupa veramente è che l'Ulivo, vincitore o meno, non abbia saputo nè voluto dare una risposta alle aspettative del suo elettorato attuale e di quello potenziale. Facendo un sacco di errori e agendo con leggerezza rispetto a quello che noi elettori ci aspettiamo dalla famosa "opposizione matura".


Mi spiego e li elenco, quelli che secondo me sono stati errori:

1. Sbattersene allegramente della richiesta di avere le primarie
Le primarie rappresentano un esplicito desiderio di trasparenza da parte della società civile. La richiesta di primarie ha un significato evidente: i tuoi elettori vogliono parte in causa. Non solo vogliono sapere chi pensi di candidare e con quale programma, ma vogliono dire la loro. E' un loro diritto, e prima ancora è un tuo preciso dovere dare loro la possibilità di farlo.
Non concedere le primarie richieste è un atto antidemocratico rispetto all'elettorato che è paragonabile, fatte le dovute differenze, alla gestione antidemocratica del Polo della quale l'Ulivo accusa Berlusconi.

2. Non fare campagna elettorale
Forse in Lombardia non si poteva vincere, ma ci si doveva almeno provare. Il candidato dell'Ulivo, perfetto sconosciuto ai più, non s'è visto al di fuori delle sezioni di partito e di qualche fugace apparizione pubblica. Spot, personalmente, mai visti. I cartelloni elettorali sono comparsi fuori tempo massimo. La maggior parte di quelli con cui ne ho parlato non sapeva nemmeno come si chiamasse.

Se si disdegna l'idea di usare i mezzi di comunicazione di massa (Internet compresa), meglio andare a candidarsi nel regno di Oz. Se l'idea è che tanto la battaglia era già persa, cambiare mestiere forse garantirà maggiori soddisfazioni a tutta la dirigenza ulivista lombarda, sicuramente a noi.

3. Non tirare fuori dal cilindro l'ormai mitico programma
A qualcuno sembrerà strano, ma capitalizzare sul fatto che i miei elettori mi voteranno perché tanto che altro possono fare, in un sistema bipolare sostanzialmente equilibrato non garantisce la vittoria elettorale.
Per vendere le azioni non basta dire di avere una Fabbrica, bisogna mostrarla all'opera: condividere quello che produce.

Se non si ritiene che gli elettori del centrosinistra meritino di avere un'idea di che strada prenderà un eventuale governo Prodi, è il caso di capire che non sono loro quelli che vanno convinti. Si accende una lucina? Non è che dovete convincere noi. Qui ce la si gioca sulle dinamiche dei flussi elettorali. Sveglia.

4. Non capitalizzare sull'immobilismo del governo
Quando fu annunciato il governo ombra sembrava una trovata un po' scema e tutti ci scherzavamo su? Non lo era. Il governo ombra o comunque lo si chiami è un'iniziativa utile, perché permette di far sapere a tutti i cittadini quali misure alternative avrebbe preso l'opposizione se fosse stata in carica.
Se sono convincenti e realizzabili (e devono per forza esserlo, altrimenti che ci stanno a fare anni di esperienza tecnica e politica di governo del paese, e decenni di governo delle regioni), significano visibilità su giornali e TG. Quella che non si avrà mai altrimenti.
E stavolta era davvero facile.
Mi si obietterà: ehggià, vado a dare consigli preziosi al mio avversario, gli tolgo le castagne dal fuoco.

Newsflash: non funziona così. Quella dell'informazione è un'era in cui la condivisione pubblica della conoscenza è premiata in termini di credibilità. E' chi dimostra di sapere cosa fare che viene premiato, non chi lo copia. Se non l'abbiamo ancora capito siamo molto indietro sul piano della comunicazione.

5. Le facce che appaiono in TV
D?Alema e Rutelli sono, nell'ordine, un primo ministro usurpato e uno che ha già perso contro Berlusconi.
Non è vero? Non importa se è vero: così li vede l'elettorato da conquistare. A un faccia a faccia con Berlusconi si manda o il candidato ufficiale, o dei tecnici che abbiano una presenza televisiva, e ci sono, o anche le famose facce nuove, alle quali per esempio non si possa dire il solito "sì ma sei stato tu a non voler risolvere il conflitto d'interessi". E quello deve stare zitto e rodersi.
Con D'Alema vinci il contraddittorio ma non guadagni nuovi voti. (Poi secondo me con Rutelli perdi quelli che già hai, ma vabbé, opinione personale).

6. (Questo è il tentativo di prevenire un errore, che ci sia la crisi di governo o meno)
Ad agosto, quando andiamo tutti in vacanza, lasciamo qualcuno in parlamento a guardare l'argenteria. Perché questi pur di uscire con dei conti pubblici più presentabili di quando hanno cominciato - e quindi usare il dato in campagna elettorale - sono disposti persino a vendersi il parquet del transatlantico.

7. Tanto Berlusconi non è un avversario credibile
E' ridicolo, chi vuoi che lo voti adesso? Visto che culo che gli abbiamo fatto, eh? (seguono strizzatine d'occhi, gomitate).

Certo, come no. In bocca al lupo.

(Chi avesse altri errori da aggiungere naturalmente può farlo nei commenti)

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