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07 marzo 2005

L'influenza ai tempi di Sanremo

E' considerata buona norma igienica cedere al Virus solo in settimane televisivamente rilevanti. Le oscillazioni della temperatura, gestite tramite assunzione di analgesici vari, vanno modulate secondo palinsesto: un Toprek la mattina che c'è Friends, la rincoglionente Tachipirina per la ricostruzione del processo a Michael Jackson (la cui semplice faccia stroncherebbe la crescita anche al Fratellino di The Kingdom), un the con biscotti e VivinC per seguire Alias e Ally Mc Beal e infine l'inesorabile sprofondamento nel nulla dello Zerinol quando arrivano Cutugno e Bonolis e gli opinionisti (per fortuna, signori miei, che c'era lei).

L'imprevisto è però sempre in agguato, reificatosi stavolta nel micidiale Venerdì Santo di Bagdad, foriero non solo di sospirate liberazioni e di inattese scoperte (della serie, ne avevamo uno buono, e l'hanno fatto fuori) ma soprattutto del Vero Volto di Silvio Berlusconi. Ritengo di aver avuto per la prima volta, in quanto cittadina italiana, il piacere di vedere all'opera l'uomo dietro la maschera: Silvio Berlusconi in conferenza stampa venerdì sera, libero causa tempi stretti da uffici stampa, ghostwriter e trucchetti da avanspettacolo, ha finalmente fatto vedere ciò che vale e non il burattino giocondo che vuole sembrare (per chissà quale malinteso).
Non che questo abbia cambiato la mia opinione su di lui (ho l'influenza, non una lobotomia), ma aver rispetto per i propri interlocutori aiuta a combatterli meglio.

PS: rilascerò un bollettino medico in tarda mattinata, insieme al Papa e alla Sgrena.

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