I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

29 settembre 2004

Son cose!

Citare "Intelligenza emotiva" e poi leggere Rageboy che lo sfancula.
Riscoprire i Tears for Fears a 35 anni, ma per colpa di un film.
Stare per diventare zia con Pietro che fa già un anno.

Luciano "Fonzie" Giustini

Ve lo ricordate Fonzie quando era costretto a chiedere scusa a qualcuno? La mail di scuse di Giustini - in cc al suo studio legale - me lo ha ricordato moltissimo. Che tenerezza, Luciano. Bastava una risposta umana alla prima mail, e siamo finiti io a minacciare avvocati e tu a usarli.

La prossima volta che ti capita qualcosa di cui non hai colpa (anche se ne hai la responsabilità), prima di reagire, rifletti: non pensare all'algoritmo corretto da applicare, cerca di capire cosa ti sta dicendo la persona dall'altra parte, di cosa ha bisogno, cosa ti sta chiedendo. Ti consiglio un bel libro, ormai un classico: si chiama "Intelligenza emotiva" e in casi come questo, ti assicuro, aiuta.

28 settembre 2004

They have the face as my ass

La pace in Iraq? Non c'è mai stata, dobbiamo proprio pensarci noi?
I soldi per il Ponte ci sono. Per le strade che portano al Ponte, no.
Calisto fuori. Adriano ancora dentro.

24 settembre 2004

42 minuti

Ieri ho corso per 42 minuti. Corsa lenta, brucia grassi. Zero fiatone, le gambe che da pesantissime diventano leggere leggere leggere, come un bel libro.
Quarantadue. Un numero che in tanti amiamo molto. Quando ho iniziato, tre anni fa, ne correvo sette con immane fatica. Tempo nove allenamenti, dovrei arrivare a un'ora intera: dovrei farcela prima dell'ora legale (corro al tramonto, con enorme gusto), e poi dovrò decidere che fare (maratona o corsa? resistenza o velocità?).

Non ce la farei senza musica e ormai vivo la musica in base alla corsa. Con il tempo, impari a scegliere. Adesso so che Karmacoma (Massive Attack + Almamegretta) è il miglior riscaldamento possibile. Che il mio battito aerobico è in perfetta sintonia con Love Song (Cure). Che quando sono stanca (la crisi è intorno ai 20 minuti) mi serve l'hip hop e in questi giorni faccio fatica a rinunciare a Let's get it started (Black Eyed Peas). Che quando piove e sei al Parco Sempione e ti si insinua One (Aimee Mann) mentre l'aria diventa color argento, e poi buio, ti si attorcigliano i peli del pube dal piacere.

Correre non è uno sport. E' la mia ora di solitudine, uno dei rari momenti in cui posso SOLO ascoltare musica (e il mio respiro tra un pezzo e l'altro). Qualunque suggerimento è ben accetto, anzi, un Negroni pagato al Movida :)

Update giusto per

Non ho ancora ricevuto copia del comunicato stampa da cui Beta avrebbe preso il mio articolo.
Su Beta, il pezzo ha cambiato firma: adesso è di Luciano Giustini e Carmelo Cutuli. L'abstract del pezzo

La rete di relazioni offline assomiglia sempre più a quella online: distinguere tra amici e colleghi di Internet del "mondo reale" perde spesso significato.

continua a essere una parafrasi del mio incipit

la rete di relazioni offline comincia a coincidere con quella online, la distinzione tra amici e colleghi di Internet e del "meatspace" (mondo reale) non ha quasi più senso.

Da ieri, i commenti di Beta sono moderati. Giustini li usa per scrivere che la mia è una "polemica sterile".

23 settembre 2004

Diritti d'autore

Oggi, quasi a ricompensarmi, mi è arrivata una parte dei diritti d'autore del libro. Mi ha fatto molto piacere, anche se la prima parte non la vedrò mai: più che altro mi fa piacere che il libro abbia venduto qualcosina anche l'anno scorso, pur essendo scomparso dalle librerie.
Mi sta venendo voglia di scriverne un altro, ma non ho le idee chiare sull'argomento. Ho solo due certezze: vorrei parlare di persone, non di marketing. E vorrei che il titolo fosse "Lunga vita alla nuova carne".

Il sogno di una malata di serial

Grissom e Catherine che vanno a Chicago a ricostruire la dinamica dell'incidente di macchina di ER ("Mal d'Africa").

22 settembre 2004

Update plagio

Adesso hanno pubblicato una parafrasi sintetica del mio pezzo. Da Giustini ancora nessuna nuova. Sono così basita che non sono neanche incazzata :)

Update 17:46: Giustini ha scritto e pure telefonato. Pare che una prima mail delle 16:00 non sia arrivata. Pare che a Beta sia arrivato un comunicato composto del mio articolo e di altre cose, senza citarmi. Anselmina l'ha preso, ha fatto evidenti modifiche (tipo "Non poteva non succedere" è diventato "Prima o poi doveva accadere") e l'ha pubblicato.
Aspetto di vederlo per incazzarmi pure con chi l'ha spedito. Ma che tristezza.

Più che il plagio, è il modo

Va di moda copiare & incollare, senza neanche l'intelligenza di pensare che questo mondo è assai piccolo. Chi ha fatto una tesi sui blog, leggerà un e-book sui blog; chi legge Web Marketing Tools molto probabilmente leggerà anche Beta, e le cose che scrivo io, beh, sono talmente campate in aria che chi appena mi conosce mi riconosce alla terza riga.
Il furto sciocco di testi e idee è talmente diffuso che neanche ci si indigna più: più fastidioso però scoprire che non tutti reagiscono con l'eleganza cauta di un Pasteris, anzi.
I fatti: ieri un'amica mi segnala un articolo su Beta: qui la copia cache di Google, qui la versione attualmente online. E' il copia e incolla di un mio articolo pubblicato su Web Marketing Tools e allegato alla mia presentazione sui social network fatta a Webb.it. Scrivo immediatamente a Luciano Giustini, il direttore di Beta, invitandolo a verificare che i due pezzi sono UGUALI. Giustini mi risponde che deve prima sentire la collaboratrice, POI verificare, POI decidere. Alle mie proteste, mi informa freddamente che questa è la "prassi giornalistica". Grazie per la fiducia, Luciano.

Adesso la parte di articolo copiata è stato rimossa (ma l'abstract in home page è ancora mio) e al posto del mio pezzo rubato c'è scritto: "parte temporaneamente non disponibile per cause redazionali. Sarà disponibile a breve.". Nessuna mail da Beta, non dico di scuse, ma almeno di presa d'atto della situazione.
Ora, francamente, cari lettori di Beta, non vedo come il pezzo mancante potrà essere "disponibile a breve". Se vi interessa, leggetelo dalla cache di Google, o mi scrivete e ve lo mando. Non sono gelosa delle mie idee: mi basta che si sappia che siano mie.
Quello che più dispiace è che se Luciano avesse risposto gentilmente alla mia mail io non avrei avuto nessun problema a regalargli il pezzo, con la sola modifica del nome dell'autrice (che non è sicuramente Anselmina Cerella). Non è la prima volta che Giustini, accecato dalle sue antipatie, mi danneggia umanamente e professionalmente. Spero di non doverci fare l'abitudine.

21 settembre 2004

Si sta come d'autunno

(fenomenologia stronza a blog condivisi)

Non ci sono solo single maschi: ci sono anche LE single. La differenza principale tra UN single e UNA single è che lui aspetta di innamorarsi di quella giusta, lei aspetta che quello giusto si innamori di lei. E già questo la dice ahimè lunga.

S_rampicante
Di qualunque cosa lui abbia bisogno, lei c'è. Gli sceglie i mobili all'Ikea, gli tiene il cane o il gatto, cucina per i suoi amici, fa la spesa, prenota i ristoranti, intrattiene la cognata, inventa scuse per coprirlo, lo accompagna a vedere film che nessun altro essere umano sarebbe disposto a pagare per vedere.
Il sabato sera? Lei sa sempre cosa fare. Le vacanze? Lei ha voli low cost in liste d'attesa per qualunque destinazione un uomo normale possa sognare. L'ultimo pezzo di Daniele Silvestri, glielo scarica lei. ER, glielo registra lei. L'abbonamento per la piscina, glielo va a rinnovare lei.
La single rampicante si inerpica in un faticoso percorso teso a dimostrare al maschietto di turno la sua indispensabilità: si insinua ovunque, arriva a pagargli la tassa spazzatura, tempo pochi mesi e gli si installerebbe in casa (sta già pensando di far le pulizie, così, senza parere, mentre lui guarda le partite). Poi lui le chiede di prenotare un bel ristorante. Intimo. Per due. Lui e un'altra.

S_solo_se_si_soffre (nota anche come Ally McBeal)
Non ci può fare niente, poverina. Lui non le aveva detto di essere sposato prima che lei scoprisse di essere incinta. Tutti sapevano della sua omosessualità, perché non dirglielo prima che lei decidesse che era arrivato il momento di aprirgli la porta in reggicalze? Lui è precisamente lui, però sta per partire per l'Iraq. Andava tutto così bene e all'improvviso si fa negare al telefono. Stavamo per andare a vivere insieme - te lo giuro, Mafe, lui stava per chiedermelo - poi si è messa di mezzo quella stronza. Ma perché, dico io, non porta la fede? La moglie, è una strega. E' tutta colpa di sua madre. Lui con me si emoziona talmente tanto che può sopportare di vedermi al massimo una volta alla settimana. Tanto, quando voglio, non lo vedo più e chi se ne frega, cosa credi che sia, cretina?

S_frigida
Tra lei e gli uomini - tutti gli uomini - sarebbe un'eterna luna di miele. Lei è deliziosa, simpatica, sempre allegra, brillante ma dolce, sexy ma elegante, intelligente ma sempre meno di lui, impegnata ma lieve, socievole ma discreta. La single frigida non è mai a corto di corteggiatori, che tiene a bada e fa ruotare con consumata maestria, divertendosi un mondo e ignorando sinceramente le loro pulsioni. Avete presente i maschietti migliori, quelli carini, gentili, disponibili, corretti, leali? Stanno tutti dietro a lei, anche per anni. Lei ama follemente l'unico che è riuscito a scoparsela e che ha il piccolo ma significativo difetto di volerlo fare regolarmente.

La single sposata
E' già stata descritta alla perfezione (anche se io le alghe guam le faccio ancora :O

S_lista_nozze
Le presenti il tuo migliore amico. Quello che avevi tenuto da parte per tua sorella, che però è scappata con il maestro di tango. Lei lo squadra e accetta di andare insieme al cinema, ma non a cena, non ancora. La mattina dopo ti chiama.
Lei non ha visto i suoi liquidi occhi marrone: vuole sapere dove abitano i suoi e cosa fa suo padre. Lei non ha notato le sue bellissime mani: ti chiede che macchina ha, e se è dell'azienda o di proprietà. Lei ha totalmente ignorato il suo intelligente commento sul film visto insieme: compilando un immaginario database, si informa su quante mensilità, se ha una casa al mare e se precisamente ha intenzione di volersi sposare, e se sì in chiesa? e quanti figli?
La single lista nozze non incontra uomini: lei valuta conti in banca, metri quadri e gli optional tipo moto d'acqua o cabinato. Lei non cerca un partner: lei cerca un socio con cui infilare nel giusto ordine lista nozze-sposalizio-luna di miele-primo figlio-casa più grande-secondo figlio-seconda casa. Di solito lo trova, anche se quasi fuori tempo massimo. Due mesi dopo, si innamora dello skipper, che cercherà di farsi pagare la prestazione.

S_sto_bene_da_sola
Molto diffusa specialmente passati i trenta, ma per portarsi avanti lo dice dalla terza media. E' spesso una brava ragazza, a volte anche graziosa, geniale nell'allontanare preventivamente qualunque esemplare maschile - anche se scopabile più di una volta o sposabile - massimizzando i danni alla propria autostima e vita sociale. La single che dice di voler restare single è molto brava nel mettere le mani avanti e chiarire immediatamente a qualunque uomo interessato a lei che lui se la può scopare e basta, che lei non si vuole impegnare e non si aspetta impegno, che lei da sola sta benissimo e che quelle che il giorno dopo si aspettano una telefonata non sanno che c'è stato il femminismo. Lui la prende in parola. Sempre. Lei ci rimane molto male e inveisce contro gli uomini.

S_che_ama_l'amore
In realtà a lei del sesso, della vita di coppia, del matrimonio e anche dei figli non gliene frega un beneamato cazzo. Lei vuole Amare ed essere Amata, raggiungere l'estasi incrociando sguardi e mani davanti a un tramonto, a un caminetto, a un prato fiorito con delle bimbe con nastri nei capelli che giocano col cerchio. La single che ama l'amore ha talmente tanta voglia di trovarsi un fidanzato in deliquio per lei che qualunque uomo sano di mente ingrana la retromarcia anche se la incrocia in autostrada.
Lei si strugge ascoltando i cantautori (i minori, però) e leggendo Isabel Allende (se è appena appena acculturata) o Danielle Steel (se ha la terza media) o Bridget Jones (se è sovrappeso). I suoi hobby sono praticare incessantemente l'antica arte dell'interpretazione romantica di qualunque messaggio maschile (da "Per favore, può andare a ritirare questa raccomandata?" a "Kaka è tornato a segnare") e lamentarsi con le amiche della crudeltà mentale dell'uomo medio quando non può più negare che le sue interpretazioni erano sbagliate.

20 settembre 2004

Il mondo via RSS

Ah la meraviglia della distribuzione in RSS: ecco qui due feed che mi guardo con gran goduria tutti i giorni, succhiaticon una semplicissima query da quel capolavorino di syndication che è Flickr: 1 -> Italy uno sguardo sul nostro paese attraverso le foto dell'italia postate dai turisti in visita e 2-> le facce di gente comune, amici e parenti che passano su flickr: un faceroll planetario in tempo reale. Ovvio che serve un aggregatore per vederli: io uso Bloglines e l'estensione Sage per Firefox.

Scrivesse su un blog, nessuno lo leggerebbe

"No allo scontro di civiltà"
"Nella scuola come nel Paese servono serenità e impegno quotidiano"
"Occorre lavorare con metodo, avendo come riferimento l'interesse della nazione"
"Le vittorie olimpiche ci dicono che competere è possibile, anche quando i concorrenti diventano sempre più numerosi"


Non credo di avere mai sentito esprimere tante ovvietà con meccanica puntualità dalla stessa persona come in questi anni di pontificato Ciampi. Incappassi in un blog così, la desolante banalità dei contenuti e povertà di analisi mi colpirebbe come davvero anomala per un essere pensante. Più che un presidente mi sembra un preside che non vuole andare in pensione.

Mi dicono che è il suo ruolo che gli impone di trasmettere in modo facilmente comprensibile ottimismo istituzionale e non disfattismo, ma resto convinto che l'ottimismo a prescindere e l'orgoglio patrio sono due cose che al momento staremmo davvero molto meglio senza, e che se all'italiano non gli parli come se avesse sei anni magari cresce più in fretta.

Ermafroditi in carriera

Non tutti i burka sono evidenti: basta guardare come si vestono la maggior parte delle donne in ambito lavorativo. Tailleur senza forma, scarpe senza grazia, è la festa del molle, dello squadrato, del grigio e del marrone. Non è solo questione di comodità, anzi, non lo è quasi mai: è adesione a una regola non scritta per cui, se vuoi esser presa sul serio, non devi essere provocante, non devi essere attraente, non devi essere femminile (se vuoi puoi essere materna o un po' maschiaccio).
Non è una regola stupida, anzi: è solo una delle tante prove che, come divulgativamente argomenta Il Codice Da Vinci, la società cerca di reprimere il femminino in tutte le sue forme, e con la nostra complicità.
Lo pensavo mercoledì, girando per il Bias, tra standiste scosciate e manager tailleurate, io con il mio vestitino elegante e i sabot azzurri, loro senza via di mezzo tra la bella_e_stupida e la intelligente_e_inscopabile. E provvidenziale, sabato pomeriggio, una puntata di Ally McBeal, con Ally incarcerata per oltraggio alla corte; arma del delitto, le sue famigerate microgonne. Verrà data ragione a Ally e ristabilita la libertà di abbigliamento, ma l'ultima parola è di Ling Woo: mi vesto provocante perché si sa che un uomo arrapato è un idiota a cui fai fare quello che vuoi.

Se non sei una tipa à la Ling, però, può essere inquietante cercar di lavorare con qualcuno che ti guarda le tette o di cui ti han riferito i commenti sulla tua percentuale di scopabilità: capisco benissimo che molte donne (e molti capi) preferiscano nascondersi (e nasconderle) dietro vestiti a scatola dai colori neutri. E se non lo trovi inquietante, peggio ancora: sei un po' troia, giochi sporco e sicuramente hai fatto carriera più per i centimetri di tessuto in meno che per le sinapsi in più.

Vi siete mai chiesti a cosa serve davvero il burka, e perché tante donne musulmane desiderano portarlo anche quando nessuno le obbliga?

19 settembre 2004

Butik.pl (la pubblicità aggratis nell'era bloggica)

Anche Gaspar ha comprato le magliette dal sito polacco su cui le comprai qualche mese fa. Non so se su suggerimento mio o di un altro blogger (non ricordo di aver fatto un post, ne parlai credo solo in mailing list), ma non è questo il punto.

Il punto è quello che sfugge a quasi tutte le aziende che conosco: i tuoi clienti muoiono letteralmente dalla voglia di farti pubblicità. Ora, sai cosa succede se vai a dirlo al Direttore del Marketing Medio (DMM)?

Tu: "DMM, i tuoi clienti muoiono letteralmente dalla voglia di farti pubblicità".
DMM: "Chi ha fatto entrare questo idiota?".

Non riuscivo a capire perché: che sapesse cose che io non sapevo? Poi l'ho scoperto: il Direttore del Marketing Medio in realtà non ha la minima fiducia nel fatto che i suoi clienti possano essere soddisfatti. Ne deriva che il DMM non crede nei suoi prodotti. Anzi, mi sa che segretamente li odia. E lui è quello che deve venderli, andiamo bene.

DMM: "che visibilità vuoi che sia quella sui blog? Qualche centinaio di contatti, roba da ridere. Invece mettiamo un bel banner su MSN che ho letto su Audiweb che è il primo sito della galassia, e vedrai quante impression".

Quello che il DMM non capisce perché gliel'ha spiegato nessun libro è che il punto della questione è esattamente antipodico rispetto alla sua visione del mondo, e cioè che il fatto che i contatti-blogger siano pochi è un valore.
Nel senso che saranno anche nell'ordine delle centinaia di contatti (in realtà molti di più perché quei bastardi si linkano a vicenda come dei matti), ma sono contatti mirati, cioè già selezionati in quanto appartenenti a una categoria che compra un sacco online, che è curiosa (quindi acquirente di una gamma molto vasta di prodotti) e che non ha la classica paura - irrazionale ma comprensibile - del navigatore medio italiano a usare la carta di credito.

Ancora più importante è il fatto che si tratta di contatti sicuri, nel senso che si fidano.
Non di te, DMM, rimettiti in tasca quel sorrisino: si fidano dei loro pari che fanno pubblicità al tuo prodotto.
Se hanno bisogno di qualcosa e un altro blogger suggerisce una marca, comprano quella senza questionare. Incredibile, vero? Anzi, molto spesso il fatto di leggere del tuo prodotto su un altro blog gli fa venire voglia di comprarlo. Pazzesco, ne convengo. Sai, i blogger sono un po' infantili.

Inoltre: a chi credi che il navigatore medio chieda dove gli conviene andare a comprare su Internet biglietti aerei, libri, CD, dildi, qualunque cosa cerchi e non trova nella sua città? A Jumpy "portale multicanale di contenuto generalista"? Al navigatore esperto, ecco a chi. E tutto questo significa: pubblicità gratuita.

Questo vale anche al contrario, ovviamente: per fare un esempio, a causa di un post molto negativo sul Manteblog riguardo al servizio di Bol, Filmagenda ha fatto la partnership con IBS. Comportandosi così e non rispondendo pubblicamente alle critiche di Mantellini, Bol non ha perso soltanto gli acquisti miei, di mafe, dei lettori di Massimo e di quelli dei blog che l'hanno linkato, ma anche tutto il fatturato realizzato da IBS attraverso Filmagenda. Possiamo immaginare cosa succede quando un post estremamente critico appare come secondo o terzo risultato su Google (capita spesso, coi blog), magari persino prima del sito aziendale?

Morale: non solo i mercati sono conversazioni, ma si direbbe che le conversazioni comincino a fare e disfare i mercati.

Il post era sulle magliette e ho finito per parlare di Cluetrain. Tipico. Rimediamo e facciamo un altro po' di inspiegabile, incomprensibile pubblicità gratuita: Butik.pl, magliette resistenti e belle spesse, non come quei tessuti-velina a cui ci hanno abituati sul mercato italiano. I disegni sono realizzati con una nuova tecnologia che li rende quasi gommati, quindi resistono ai lavaggi. Inoltre, fatto di non secondaria importanza, costano la metà che sugli altri siti europei (o nei negozi) e quasi un terzo di quelle americane.

La mia prossima è questa, ma chi ha un Mac mi dica come può resistere alla dichiarazione di fratellanza universale Unix-based del pinguino che abbraccia la mela :-)

17 settembre 2004

Buffer Overrun in JPEG Processing Could Allow Code Execution

Magari non rappresenterà la morte istantanea di Internet Explorer, ma la trasmissione del virus attraverso l'unica cosa che era ritenuta sicura (cioè le immagini jpeg) è sicuramente un breakthrough nella violazione della sicurezza di Windows. Chi di voi usa IE o Outlook, farebbe molto bene a correre a installare questa patch. Magari, ancora meglio, passare a questo e questo. Non per posizione ideologica ma per questioni di mera sopravvivenza.

Unloosables

Film rari o imperdibili in TV per la settimana prossima (a cura di Filmagenda):

Lunedì 20 - 02:20 rai1
L'Uomo dagli Occhi a Raggi X di Roger Corman (fantathriller)

Martedì 21 - 23:20 rete4
L'Esorcista di William Friedkin (horror mistico)

Giovedì 23 - 01:10 Studio Universal
Il Mondo dei Robot di Michael Crichton (fantadistopico)

Venerdì 24 - 01:00 Raisat Cinema
Pickpocket di Robert Bresson (noir morale)

Sabato 25 - 00:50 rai3
L'Atalante di Jean Vigo (drammatico nautico)

chi ha il satellite, non si perda per nulla al mondo Elephant di Gus van Sant (qui la maferece, qui la vanzrece)

16 settembre 2004

Singles

Qualche giorno fa Giulia ha messo giù un post sulla singletudine che individua due tra le strategie del single per scelta che gli consentono di restare single e potersene bullare al bar con gli amici. Condivido il post, ma mi pare che le due strategie illustrate non siano sufficienti a descrivere il pittoresco universo dei single che attribuiscono la propria condizione a cause di forza maggiore. Cerco di ampliare un po' la casistica pescando dalla mia esperienza di single (perlopiù maschi) di varie forme e colori.
NB: se già Giulia si preoccupava di chiarire che la sua antropologia era d'accatto, nel mio caso, beh, chettelodicoaffà.


single per weltanschauung
è sua intima convinzione che si nasca soli, si muoia soli e anche quello che sta in mezzo spesso bisogni farselo autonomamente a mano. la sua visione della vita di coppia è apocalittica, la casistica di relazioni su cui basa le sue convinzioni sembra presa da un manuale di psicopatologia, gli esempi che porta a sostegno delle sue tesi attingono alle serene e solari visioni di Bergman, Lynch e il Woody Allen in bianco e nero. finirà per sposare un'altra single per weltanschauung e al primo figlio diventeranno immediatamente la famiglia del Mulino Bianco.

single per paranoia
è convinto che il problema non stia nella condizione umana ma nella propria architettura. totalmente certo di non essere in grado di avere un qualsivoglia rapporto di copia a causa delle proprie manchevolezze emotivo-relazionali, è uno dei casi più insopportabilmente lamentosi. di solito finisce o sposato con la prima che gli salta addosso abbastanza a lungo (come accade spesso nel regno animale) o in analisi per il resto della vita, innamorandosi segretamente dell'analista, ma è noto che questo di solito non aiuta.

single per narcisismo
ha un'opinione talmente alta di sé che nessun partner potrà mai essere al suo livello. ha molte relazioni (durante le quali tradisce più per dovere che per piacere) perché la sua stima di sé tende ad attirare i soggetti dell'altro sesso riproduttivamente attivi. distrugge metodicamente qualunque rapporto con i soggetti che reputa non alla sua altezza, cioè tutti. ostenta grandi rimpianti affettivi per scopi mimetici, ma nessuno gli crede. prima o poi accetta a malincuore un rapporto di coppia per una pura questione di sfinimento. a quel punto o il partner lo raddrizza alla svelta, o finisce per percuoterlo sulla testa con un pesante randello. a volte è il trauma cranico a pacificarlo con se stesso.

single per immaturità emotiva indotta
spesso è cresciuto in una condizione famigliare oscurantista e repressa a livelli medievali: la diffidenza per qualunque diversità, i comportamenti iperprotettivi, la simpatica filosofia del tutti ti vogliono fare del male eccetto chi ti vuole bene (trad: la tua mamma), coniugata a un'insicurezza di base e caratteristiche fisiche solitamente poco competitive sono elementi che marchiano a fuoco nei pattern cerebrali del soggetto la convinzione che tutto là fuori sia molto pericoloso, e che chiunque lo avvicini nasconda orribili secondi fini. trattasi di condizione piuttosto diffusa e a volte abilmente dissimulata nella sfera sociale, che può essere soltanto grattata via tipo merda dalla suola della scarpa a prezzo di tremendi lavorii interiori coadiuvati da un analista del proprio sesso, meglio se cattolico, sobriamente vestito e con alle pareti stampe non inquietanti. purtroppo per lui, spesso dimostra una diffidenza quasi genetica verso la psicoanalisi.

single per immaturità emotiva autoinflitta
per ragioni che non staremo qui a indagare ha passato l'adolescenza volontariamente confinato in un universo condiviso esclusivamente da una ristretta cerchia di elementi del proprio sesso, vivendo in una bolla impermeabile dedicata a collezionismo, modellismo, fumetti indie, giochi di ruolo fantasy non eccessivamente competitivi o, tradizionalmente, culto di Star Trek.
la sua condizione di single non è una vocazione, ma il risultato di un'oggettiva scarsità di contatti con l'altro sesso, visto che il soggetto sessualmente è particolarmente attivo, soprattutto rispetto al decolleté di T'Pol o a varie eroine fantasy in bikini dipinte all'aerografo. si sposa con un partner particolarmente accomodante che tollera il suo passare le serate maneggiando bizzarri soldatini in scala 1:10 irti di punte metalliche, nonché i suoi amici bizzarri, che si lavano poco e ruttano sonoramente.


single per pigrizia (intellettuale e emotiva)
questo è facile: semplicemente, si trova ragionevolmente bene a casa con una mamma che inevitabilmente gli dà sui nervi, ma accetta il disagio di una convivenza innaturale in base a un'attenta (crede lui) valutazione tra pro e contro. a differenza del precedente non è inibito o insicuro: trova soltanto più comodo avere qualcuno che gli stira le mutande (?!) e gli prepara da mangiare in conformità alla tradizione. prima o poi si innamora follemente e non telefona più a casa nemmeno alle feste comandate, il disgraziato.

"Quick exit from Iraq is likely" (Chicago Sun)

"US report predicts gloom in Iraq" (BBC)

"Iraq war is illegal" (Kofi Annan)

"Iraq rebuilding efforts 'pitiful'" (US congress)

Mi spendo al massimo

No, che visto che ci tengo a ben figurare, volevo rincarare la dose, tipo che ieri sera sono andata a prendere l'aperitivo al Rouge - Asian Lounge, un nuovo bar ristorante in Via Poliziano 3, mojito col sakè e buffet di cibo thai e jap invece delle solite patatine e cetrioli. E sabato vado all'hammam a farmi l'halawa. Vado in barca a vela, faccio le vacanze nel Salento, abito in Corso Como, per tenermi in forma tiro di boxe, sono una community manager, ero una manager della niu economy, pratico il car sharing, insomma, più Poverina's di me, ma dove la trovate?

15 settembre 2004

poverini e meloncini

Sarà dura perché quanto a piagnucolamenti appiccicosi la concorrenza non è affatto trascurabile, ma forza, tutti a votare la maestrina per il premio Poverino's della settimana. (Courtesy of those funky chaltrons of Magenta and Woland).

I potenti mezzi

Oggi alle 15 parlo a questo convegno. Oggi alle 12 sto facendo un cd della presentazione, perché in sala (Palazzo Cisi di Fiera Milano) non ci sarà il collegamento a Internet.

14 settembre 2004

E va bene: non ce l'ho

Tutto questo psicodramma collettivo dell'Irak, e connessi rapimenti indiscriminati e gestiti con una notevole capacità strategico-mediatica da entrambe le parti, mi fa pensare che devo avere un'opinione anch'io. Non ce l'ho ma mi sforzo, perché senza un'opinione chi cazzo sei, oggigiorno.
Pensavo di fare il solito post che se devo incazzarmi per qualcosa, mi premono più i 47 (ma Yahoo dice 59) poveri sfigati con prole numerosa al seguito che chissà chi cazzo glielo faceva fare di voler fare gli sbirri a Bagdad, vitadimmerda. Mi premono se non altro per una questione sia numerica che di libere scelte, ma queste robe le argomenta meglio la mafe che è più lucida di me.

Visto che non sono capace di avere un'opinione matura e autorevole, per serenità mentale mi urge almeno trovare un eroe a cui delegare il mio pensiero, che così faccio prima. E allora ho scelto Ivan, che non avrà grandi doti comunicative o civilizzatrici come noi le intendiamo, ma almeno ha la qualità di affermare qualcosa di assoluto, e cioè che possiamo stare quanto ci pare a spararci addosso a vicenda (là) e a discutere dello scontro di civiltà in un supermercato condizionato (qua), che tanto in un'ottica di lungo termine - forse medio, probabilmente breve - anche la più civile e democratica soluzione di questa crisi non ha grosse chance di arrivare a influenzare un granché le magnifiche e progressive sorti della società umana, poiché se c'è una cosa su cui il democratico occidente e l'incivile, fondamentalista Islam sono d'accordo è l'opportunità di produrre emissioni gassose in gran quantità per la maggior gloria d'Iddio, Allah o chi vi pare.
Arriva l'inverno, buon disgelo a tutti.

Utter Failure

Non per dire, ma se i dati sono reali forse basterebbe far vedere in TV i grafici del Bureau of Labor Statistics (l'ISTAT statunitense) su occupazione e bilancio statale durante le ultime tre presidenze, e non ci sarebbe più bisogno di Michael Moore, attori con la maglietta di Kerry, rapper che gridano Vote or Die. E forse è per questo che in TV non si vedono, e nemmeno sui giornali. Voglio dire, che razza di persona può voler votare un presidente con dei record così?

Qui la cartolina, per chi ha amici negli States.

100 Photographs that Changed the World



100 foto che hanno cambiato il mondo, qui e anche qui
(da Time/Life)

Pietre miliari

Ieri una strana forza mi ha costretto a rivedere Separazione, la storica prima puntata di Spazio 1999. Poi ho guardato la data :)

12 settembre 2004

E' che io preferisco i gatti...

Un sabato pomeriggio ai giardini di Porta Venezia: io, io Donna, Roadwork di Richard Bachman e due Activia all'ananas. Il solito bar mi mette tristezza, ambisco alla panchina: la scelgo con cura, all'interno dello spazio riservato ai cani, così li guardo giocare, in mancanza di Ugo e Puntino.

Tempo trenta secondi, mi si siede vicino un signore sulla cinquantina in polo rosa con cane bianco. Sta zitto per ben dieci minuti, il tempo di lasciarmi sperare. Il tempo di costruire l'approccio.

"Sono qui che la guardo da dieci minuti, ma ancora non ho capito qual è il suo cane"
"Non ho un cane"
"Ah, ma allora non è di qui, perché questa è la zona riservata ai cani".

Si vede che sono depressa. Mi sono dimenticata di rispondere in olandese. Perdo la chance di dire "ah, mi scusi, non sapevo", alzarmi e andarmene.

"Sta cercando di capire che cane prendere?"
"No"
"Eh, è che è un bell'impegno. Per fortuna gli americani hanno inventato le crocchette, solo che io una volta ho commesso l'errore di dargli il pollo e da allora non le vuole più, le crocchette"
"Ah"
"Però sono belli, i cani. Io dopo due matrimoni andati male mi sono detto, il prossimo è per sempre. E mi sono preso un cane".
Io annuisco leggendo l'articolo di Muccino su Sofia Loren.

Silenzio.

"Io so adesso lei cosa farà, andrà a casa, chiamerà un'amica e le dirà "sono andata al parco a leggere in pace e c'era un signore che mi ha riempito di chiacchiere"
"No, guardi, è che mi cadono addosso dall'albero questa specie di pulci, a lei no? Anzi, guardi, vado a casa, che devo anche fare la spesa."

Sono proprio irriconoscibile. E' vero, che mi cadono le pulci addosso, ma è soprattutto vero che voglio stare SOLA. Perché non glielo dico? E' che un po' mi dispiace, non chiacchierare con lui, che si vede che è solo e che è gentile. Poi penso a tutte le volte che sono stata gentile con gli uomini e che la cosa è finita male. Non male in senso sentimentale: male che se sei gentile e poi non ci stai si incazzano, ti insultano, diventano volgari e qualche volta violenti.

Questa consapevolezza mi ha ulteriormente depresso, ho ripreso la bici, mi sono comprata delle carne rossa e la sera, per rincarare la dose, "In nome del popolo italiano".

Le cose che non tollero

Su istigazione di LisaGialla, le mie insuperabili intolleranze:

- gli occhiali a mascherina
- qualunque accenno anche garbato di scongiuri
- la cenere nella tazzina del caffé
- i vestiti alla moda che non donano (soprattutto se aderenti su cicciosità altrimenti gustose)
- essere intrappolata in inferenze altrui
- la pigrizia gastronomica
- le telefonate inutili (quasi tutte)
- gli asemici, veri o furbi

11 settembre 2004

Mi piove cenere in testa

Rimandato il week end in barca causa maltempo, è tutto il giorno che cerco di "riposarmi", attività che di solito mi riesce solo sdraiata vicino a molta acqua con un libro in mano. Anche oggi mi arrenderò: se non muovo il corpo mi si muove troppa roba in testa, meglio prendere la bici e lasciarmi portare in giro.

PS: rileggendomi, il fatto che io consideri il riposo un'attività spiega molto bene tante cose che preferisco ignorare. Perché tutti si godono le panciolle e io invece muoio di noia e mi viene mal di testa? Perché?

10 settembre 2004

A gentile richiesta (tette tette tette)

Mi serviva giusto qualcosa per far salire le page view ;-)

09 settembre 2004

Noi e Loro

E' una settimana che ogni tanto me lo rileggo, e non perde un grammo di efficacia. Quando Robecchi sul manifesto ti ricentra il punto di vista andato fuori asse a forza di esposizione ai miasmi dei TG, sputtana l'agenda setting dei media e chiama finalmente le cose coi loro nomi è un piacere leggerlo. Non perdetevelo prima che sparisca dall'archivio.

Eh no, cosi' non vale.

Gli aperitivi, il cinema, i negozi. Gli amici. Casa.
Milano cominciava quasi a starmi simpatica, nonostante il caldo da Saigon. Avevo quasi trovato la forza per disfare la valigia e accettare che anche quest'anno è finita. Tempi quasi accettabili: sono tornata da soli 14 giorni.
Poi è arrivata questa mia foto. A che ora è il prossimo volo per Brindisi?

08 settembre 2004

Più che bruciare, qui bolliamo

Se fosse stato tutto un sogno, si chiede Moore. Se avesse vinto Gore. Se un senatore avesse firmato la petizione. Gore avrebbe preso sul serio quel memorandum della Cia?

Non e' stato un sogno, ma per tutto il film speri che sia solo un film. Speri che Moore abbia truccato le carte. Speri in un abuso di montaggio, di satira, in un eccesso di buone intenzioni elettorali. Ogni tanto dimentichi che e' un documentario, non solo per la fluidita' del narratore, ma perche' le immagini che vedi sono incredibili. Parola che ha perso significato, questa. Non credo a cio' che vedo, perche' e' incredibile. Non credibile. Non collima.

E' incredibile quel turbinio di carte. La faccia di Bush, che assume una parvenza di cognizione solo quando impegnato in qualche sport. Le feste ai sauditi. Signori, la reclutatrice dell'esercito che si accascia davanti alla Casa Bianca non e' un'attrice scelta da Spielberg. E' tutto vero, cio' che conta e' tutto successo davvero: chi se ne frega se davvero i Bin Laden sono volati via come uccel di bosco, quando vedi una mamma patriottica che si accascia per il figlio marines che magari ha anche lui messo una bella musica cattiva per caricarsi in azione? Charlie non fa il surf, no.

Documenti, prove, reperti, cifre, io non credo piu' a nulla di tutto cio'. Credo ai morti. Credo ai traumi, fisici e non. Credo all'odio che vedo, che mi sento addosso, alla vita umana che non vale piu' niente in troppe parti del mondo per aspettarsi sensibilita' per le nostre. Credo a Moore che me lo fa a vedere e rivedere, incollata alla poltrona, la mente che cerca di evadere pensando ad altro. Non e' stato un sogno, questo non e' un film.

07 settembre 2004

Passione e azione

"Guardato dal punto di vista dell'amore-passione, il matrimonio, per il solo fatto di essere una promessa irrevocabile, è come dice Tolstòj: "Un inferno". Ma la passione è l'unico modo in cui può declinarsi l'amore? Se la passione è patire l'altro, non si dà un amore che, invece di patire, agisce, che invece di declinarsi sul solo versante della passione, trascinata dalla discontinuità delle sue oscillazioni, decide in modo irrevocabile e, a partire da questa decisione, non subisce l'amore, ma lo crea?"

Se un giorno dovessi incontrare Galimberti, devo ricordarmi di leccargli con calma e per bene l'intero piede destro, in segno di profonda stima e di sottomissione intellettuale e morale.

06 settembre 2004

Legge # 0

Le persone veramente fuori di testa sono le uniche a trovarsi perfettamente normali.

Postilla di Sue Ellen

Più una persona si dichiara snob, maggiore è il numero di persone che tollera di frequentare regolarmente.

Mail for the Masses

I soliti 6 + 6 inviti a Gmail disponibili. Chi interessato/a farsi sotto a lucavanzella@gmail.com
(teh, in chiaro, che con Gmail lo spam non fa più paura)

03 settembre 2004

Corpwatch

War of the Clones
Rispetto a iTunes, il clone made in Redmond sembra un po' una cosa trovata nelle patatine, però vogliamo scommettere che sarà il posto in cui porterà qualunque clic fatto all'interno di WindowsMedia Player, Winamp, Sonique e qualunque software che abbia anche remotamente a che fare con la musica? E sono anche disposto a scommetterci, qui e subito, che ci faranno un sacco, ma proprio un sacco, di soldi.

Balle spaziali
Se è vero che Nokia ha effettivamente venduto un milione di N-Gage, mi mangio un bricco. Non so voi ma io non solo non conosco nessuno che usi N-Gage: non conosco neanche nessuno che l'abbia comprato, quasi nessuno che l'abbia visto, e pochissime persone che sappiano persino che esiste, e cos'è. Anche tra i fanatici di tecnologie e persino tra i gamer.

Seconde lauree

Auro mi riapre una ferita quasi archiviata: la seconda laurea bene di lusso, quindi paghi le tasse della fascia più alta senza passare dal via, senza nemmeno gli ammortizzatori sociali (chessò, un dildo colorato) da ex carrierista della new economy che ha comprato le Seat a 7 euro (e dopo aver lavorato in Virgilio).

Io tra l'altro sono stata doppiamente fregata: a Torino avevo diritto all'esenzione totale, porca troia, non fosse stato che era seconda laurea. Anzi, triplamente fregata: la mia laurea breve mi dava diritto a prenderne una "vera" con solo un altro anno, e invece la legge impone che ci si possa iscrivere solo al secondo, anche se ti tengono buoni tutti gli esami. Ovviamente la mia laurea breve vale un cazzo sempre, ma quando si tratta di pagare le tasse è una laurea a tutti gli effetti.

Insomma, uno dei tanti piccoli segnali che in Italia è meglio mantenersi belli puri e ignoranti, così ci beiamo del banana in bandana ed è tutto più semplice.

02 settembre 2004

Un pianeta vorace

A sorpresa (?) risulterebbe che gli USA consumino in percentuale rispetto al NPP (net primary production, cioè il prodotto interno lordo in materie prime) addirittura meno della media del pianeta. Cioè un consumo di risorse naturali locali del 23% contro l'80% di India e Cina. Ne parla il Christian Science Monitor.
Ovvio che non è che gli americani mangino o si scaldino meno, figuriamoci. Coi maxi menu McD e i caldi e i freddi artificiali a cui masochisticamente si sottopongono. È che la percentuale dipende dal rapporto tra numero e densità della popolazione (altissimi in Asia) e quantità di risorse naturali disponibili (piuttosto alta negli Usa rispetto alla popolazione).
Però, però, con una tendenza al consumo dell'80% delle risorse prodotte nei due paesi più popolati al mondo - e di risorse naturali tra carbone, petrolio e altre sostanze chimiche ne tirano fuori parecchie - c'è poco da star tranquilli.
Per una romanzesca ma appassionante descrizione del worst case scenario possibile in futuro, rivolgersi a TC Boyle e il suo Amico della Terra. E cominciare hic et nunc a ridurre drasticamente le emissioni gassose e i consumi energetici, please.

Tecnolibidini

Che ci mancherebbe, il nuovo iMac G5 è molto bello, ci mancherebbe. Che è poi un portatile a tutto schermo e quindi una specie di tablet, e volendo anche una specchiera da trucco. Come poi - è opinione diffusa e indiscutibile - sono sempre belli tutti i Mac, e fichissimi i sistemi operativi, e nessuno dice niente.
E' anche fuori discussione OSX: la scelta di unixizzare il Mac OS è una grande idea e tutto quanto. Icone bellissime, usabile, grafica e effetti molto cool, eccetera.
Però io no, io sinceramente non me lo comprerei. E' molto bello, ma personalmente è piuttosto diverso il genere di tecnocose che mi arrapa, e sono sedotto più dalla funzione che dalla forma.
E comunque anche su un G5 probabilmente avrei la tentazione di metterci Fedora Core. Elloso.
(PS: c'entra niente, ma nel feed reader si aggiornano ogni tre minuti e allora è impossibile non notarli e non rendersi conto di quanto sono noiosi i blog di Repubblica. Era da quando ho cercato di seguire alle Olimpiadi la menata dei cavalli che saltano le siepi che non mi divertivo tanto).

No entiendo ma lo prendo

Prendi tre trentenni più o meno normali (checché se ne dica). Accoppiate di lungo corso, una addirittura mamma. Falle bere in deliziosa compagnia [1]. Spingile a continuare la serata al ristorante.

Il risultato è sempre lo stesso: troppo vino e una lunga teoria di uomini privati delle loro certezze. Non si va da una ragazza in lacrime a dirle "ma che bello il piatto che stai mangiando, cos'è?" [2]. Non si esce guardando una che urla "ma esisterà un uomo che vuole solo scoparti? [3]" per tornare indietro cinque minuti dopo dicendo "sei molto carina e particolare [sic], mi dai il tuo numero di telefono?". Cielo, quanto siete imbranati. E' chiaro che sei stato fuori quei cinque minuti con gli amici che ti dicevano e dai e vai e dai e che ci perdi e dai sarà una troia.

L'unico che aveva qualche idea di donne era il cameriere che ha passato l'intera serata a guardarci ridendo e quando gliel'abbiamo fatto notare ha detto "ho una paresi". Interessante anche la proposta del titolare del ristorante: "Potete venire tutte le sere?". Poi ci ha ripensato e scuotendo la testa "Ma, forse meglio di no, qui vengono anche famiglie".

E oggi, ovviamente, ho la sabbia nella testa.

[1] Marco, Serena e la tartare di pollo
[2] era una tagliata con il purè, accoppiamento di per sé immorale
[3] Qui si aprirebbe un lungo discorso su chi ha i capelli ricci che li vuole lisci e viceversa, ma tant'è.

01 settembre 2004

Not so Friendster

Joyce Park è stata licenziata da Friendster per aver bloggato un paio di volte su questioni interne (il passaggio da java a php e il relativo aumento in prestazioni e velocità del sito). Maggiori info sul suo blog e su quello di Jeremy Zawodny, che consiglia di cancellarsi per protesta dal social network indicandone la ragione.
Considerando che entrambi i post sono in cima alle classifiche di Bloglines come accessi, non mi sembra impossibile che nel giro di qualche giorno la Park venga riassunta. E' già successo.

Interpretazioni

La mia mitica padrona di casa (ciò colei che lava, stira, pulisce e mette in ordine):

"Ho provato a chiamarti tutta l'estate, ma eri sempre irresistibile"

Lei sì, che sa.