L'ottobrata, l'ottobrata!
Se vivessi a Roma, diventerei molto grassa molto rapidamente, vivrei nel giardinetto di casa di mio fratello nutrendo i gatti con il mio cibo e mangiando il loro e bevendo enormi quantità di birra Baffo d'Oro.
Per fortuna, vivo a Milano e nelle mie rare e fruttuose spedizioni romane posso godermi il casino, il rumore, la sporcizia e il venticello fresco senza impegno. Confermo: detesto il centro e tutto quello che è assai grosso (il Pantheon, per dire). Amo Via Giulia e le viette piccole e soleggiate, amo cazzeggiare tra brasati [1] e carissimi caffé [2] e ogni tanto scoprire qualcosa che mi piace tantissimo e chiedere cos'è e morire se mai qualcuno lo sa.
Appena arrivo a Roma, mi portano a Trinità dei Monti: beh, a me Trinità dei Monti non mi piace. Mia sorella pur di portarmi a Trinità dei Monti mi ha detto che c'era il negozio Walsh. Io le ho voluto credere, ma lo so benissimo che non era vero: lì c'è il negozio Camper, e anche piccolino. Le Walsh a Roma non esistono: i commessi nei negozi ti dicono di sì e si inventano un negozio che ce le dovrebbe sicuramente avere, perché sentono l'accento milanese e gli rode il culo [3].
Dopo aver girato intorno al Pantheon ottomila volte, fatta la giravolta e fatta un'altra volta, mia sorella ha chiamato un taxi per andare a Trastevere, al che ho capito perché si è laureata in tempo: a Roma in cinque anni non è mai uscita di casa.
Anche Sliderman non conosce Roma per un cazzo, che lo sono dovuta andare a prendere io, dopo aver rubato la bandierina a una guida ucraina: poi però mi ha portato a vedere il suo monumento preferito, l'altare della patria, e poi da Versace a comprare le scarpe (Sliderman è un po' un fighetto). Donatella ci ha invitati a bere un caffé turco da lei, ma abbiamo preferito andare da Luca e Justine a Monteverde, che hanno le gatte, il terrazzo e un fantastico paté che io ho spalmato sul tappeto con le scarpe, perché non riuscivo a spalmarlo sul pane e mi cadeva. Io e Sliderman sembravamo un po' Sartre e Angelina Jolie in visita, o forse era l'arancia e vodka.
Poi sono andata all'africano con mia madre e mia sorella e una di lei amica, Sheila, che si infilava l'agnello piccante su per il naso tanto la di lei mamma è libica e lei ha succhiato il peperoncino con il latte materno. Poi sono crollata, anche se loro sono andate in un posto alla moda che c'era Silvio Muccino. Quindi, io odio Roma, odio gli esseri umani, e sono stata TREDICI ORE in giro mai da sola. Sto migliorando.
La mattina dopo avrei dovuto aiutare mia sorella con il trasloco, quindi con un colpo da maestra ho esibito il cartellino "vecchia amica del liceo con figlia treenne che non ho mai visto". Sabrina è sempre più bella ed è l'unica al mondo a essere dimagrita dopo la gravidanza: la bimba, Arianna, è un chiaro caso di clonazione, una teppa dall'aria da angioletto che tira tutti scemi, pari pari la madre. Dopo aver pianificato il nostro futuro nel porno soft di terza generazione, sono andata a pranzo con i miei e poi in stazione. Ma di Trenitalia parlerò in altro post, perché merita. Come il Palahniuk che ho quasi finito, Diary, divertente e geniale as usual. Per la cronaca, il tempo previsto per oggi è rincoglionimento diffuso con modeste precipitazioni di euforia.
[1] che alla trattoria Augusto io avevo chiesto il bollito e si erano dimenticati ed era finito allora mi hanno detto "guarda che il brasato è più leggero", mentendo. Era buonissimo, ma io non penso che sia un piatto romano, il brasato, o sì?
[2] La prossima volta che un romano si lamenta dei prezzi di Milano, rido come il maitre del Dorsia
[3] Questo significa che le Walsh me le dovrò pagare io

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