Giornate convulse
Si velocizza ulteriormente la lunga marcia delle donne milanesi, che non trovando il tempo per fare la piega ai pantaloni, sono costrette a fare un veloce risvolto al contrario. Lo spirito pratico dei pionieri respira pesante (e alitoso) nella vita metropolitana.
Anch'io oscillo tra giornate dressed down e serate dressed up (con il pigiama Fantasmino), ma soprattutto, data la fretta, vado virando verso l'ermetismo più totale: sono giornate in cui non capisco neanche io quello che penso, figuriamoci quello che scrivo.
Per fortuna stasera - ed era ora - passerò due ore nel Village di uno dei più grandi registi contemporanei; per fortuna una volta ogni dieci anni qualcuno mi fa una foto dove non sembro la figlia di Vera Drake; per fortuna il Compa mercoledì sarà una roba rapida e indolore, venti minuti in cui a stento riuscirò a spiegare i sei gradi di separazione :)
Quando ti abitui a un pubblico sveglio e competente (com'è quello di Webbit, dei Webdays, degli studenti dell'Ateneo Multimediale) ritornare alla dura realtà di chi per controllare la mail deve accendere il computer è duro, quasi impossibile. Per fortuna poi sabato c'è la Blogfest :)
PS: Avete visto il Vanz?

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