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12 settembre 2004

E' che io preferisco i gatti...

Un sabato pomeriggio ai giardini di Porta Venezia: io, io Donna, Roadwork di Richard Bachman e due Activia all'ananas. Il solito bar mi mette tristezza, ambisco alla panchina: la scelgo con cura, all'interno dello spazio riservato ai cani, così li guardo giocare, in mancanza di Ugo e Puntino.

Tempo trenta secondi, mi si siede vicino un signore sulla cinquantina in polo rosa con cane bianco. Sta zitto per ben dieci minuti, il tempo di lasciarmi sperare. Il tempo di costruire l'approccio.

"Sono qui che la guardo da dieci minuti, ma ancora non ho capito qual è il suo cane"
"Non ho un cane"
"Ah, ma allora non è di qui, perché questa è la zona riservata ai cani".

Si vede che sono depressa. Mi sono dimenticata di rispondere in olandese. Perdo la chance di dire "ah, mi scusi, non sapevo", alzarmi e andarmene.

"Sta cercando di capire che cane prendere?"
"No"
"Eh, è che è un bell'impegno. Per fortuna gli americani hanno inventato le crocchette, solo che io una volta ho commesso l'errore di dargli il pollo e da allora non le vuole più, le crocchette"
"Ah"
"Però sono belli, i cani. Io dopo due matrimoni andati male mi sono detto, il prossimo è per sempre. E mi sono preso un cane".
Io annuisco leggendo l'articolo di Muccino su Sofia Loren.

Silenzio.

"Io so adesso lei cosa farà, andrà a casa, chiamerà un'amica e le dirà "sono andata al parco a leggere in pace e c'era un signore che mi ha riempito di chiacchiere"
"No, guardi, è che mi cadono addosso dall'albero questa specie di pulci, a lei no? Anzi, guardi, vado a casa, che devo anche fare la spesa."

Sono proprio irriconoscibile. E' vero, che mi cadono le pulci addosso, ma è soprattutto vero che voglio stare SOLA. Perché non glielo dico? E' che un po' mi dispiace, non chiacchierare con lui, che si vede che è solo e che è gentile. Poi penso a tutte le volte che sono stata gentile con gli uomini e che la cosa è finita male. Non male in senso sentimentale: male che se sei gentile e poi non ci stai si incazzano, ti insultano, diventano volgari e qualche volta violenti.

Questa consapevolezza mi ha ulteriormente depresso, ho ripreso la bici, mi sono comprata delle carne rossa e la sera, per rincarare la dose, "In nome del popolo italiano".

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