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27 luglio 2004

Tormentoni orecchiabilmente goduriosi e presto irritanti

Quest'anno non volevo fare il solito post estivo sui tormentoni musicali dell'estate, un po' perché mi sembra di averlo già fatto l'anno scorso, un po' perché è un classico del blogger (che magari poi la tradizione è più una ragione per farlo che non farlo).
Ma poi è regolare che mi scontro frontalmente col classico pezzo che spacca le classifiche E mi fa pure godere.

È che i tormentoni che mi piacciono non riescono a rovinarmeli nemmeno le pubblicità con la stitica australiana che balbetta "è tuttou intornou a teih" (e che, incidentalmente, ho sempre trovato sexy più o meno quanto la Regina Madre), o con l'intollerabile mastino napoletano che vorrei mettere in una gabbia con cinque cinghiali isterici. E che siamo ancora ridotti a vestire gli animali per far ridere gli umani la dice abbastanza lunga sull'homo sapiens, ma vabbé.

Insomma, per me quest'anno è This love di Maroon 5, che quando vedi il video è palese che si tratta di una roba tremendamente easy-wasp da college del New England, ma poi mi entra nell'encefalo e non me ne libero più, tanto da finire per metterlo su al mattino appena alzato, delicato momento della giornata in cui solitamente non tollero nemmeno Bach. E salto per la stanza. Che poi è difficile dire se tutta questa energia venga dalla musica, dalla Zona o dall'approssimarsi delle vacanze, però sospetto quest'ultimo.

Per chi non apprezzasse, alternative potrebbero essere The Reason di Hoobastank (più o meno stesso genere), Pieces of Me di Ashley Stone, Time is running out di Muse e Don't Tell Me di Avril Lavigne (anche se l'originale Complicated resta più energetico).
E questa volta non ho preso in considerazione l'hip hop, che tra Chingy, Yin-Yang Twins, J Kwon, Juvenile, Ludacris, Twista et al ce n'è abbastanza per innumerevoli aperitivi danzanti.

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