Orologi
Per motivi a me ignoti, da diversi anni non riesco più a portare l'orologio. Per guardare che ore sono ho sviluppato diverse strategie di sopravvivenza, dall'ovvio cellulare al forno al videoregistratore al timer della caldaia (in casa), gli orologi pubblici in giro. Per capirci, non ho ancora digerito l'affronto dell'eliminazione dell'orologione digitale in Piazza Duomo: a volte ci andavo apposta per scoprire che cazzo di ore erano.
Ovviamente in pubblico ostento la sicumera di chi ha un buon orologio interno e sa sempre, intimamente, che ore sono: non è vero un cazzo. Se mi spostano l'orologio a metà di Via degli Imbriani vado nel panico.
E' uno dei miei inspiegabili tentativi di complicarmi la vita: ho scoperto cose anche interessanti, tipo che nessun orologio a Milano segna la stessa ora (né in casa mia, né fuori, per non parlare dell'orologio di Windows) e diciamo che di giorno me la sfango. Di notte, c'è comunque una dose di scoperta e di esplorazione che mi appaga: alzarsi a testoni, vagare per casa, accendere la luce a cipolla ed è sempre una sorpresa. Le tre e cinque. Le quattro e un quarto. Ostia, l'una e tre minuti, stanotte sono cazzi. In fondo mi piace avere una scusa per alzarmi: allungare la mano e fare Tic sulla sveglia sarebbe troppo facile, diventerebbe rapidamente un'esperienza di cui abusare.
L'angoscia è la mattina, perché è mio marito che gestisce la sveglia. E' suo onere e onore perché si alza un'ora prima di me. Quasi sempre. Poi ogni tanto - come stamattina - decide che vuole dormire: toglie la sua (alle sei e mezzo) e toglie anche la mia (alle sette e mezzo)! Ma come si permette??
Io mi sveglio stordita, lo vedo che ronfola, e subito l'angoscia: che cazzo di ore saranno? Troppo presto? Troppo tardi? Faccio finta di niente e dormo? E se è TARDISSIMO? E poi, come stamattina, mi trascino fuori dal letto, la consapevolezza che è tardi furbamente dettata dalla luce, e scopro l'orrore. Le otto e dieci. Crudeltà mentale. Equilibrio bioritmico andato. Telegiornale dei sordi perso per sempre. Le mie venti pagine di [libro che sto leggendo] sacrificate. Senso di lutto. Decisione di comprare la MIA sveglia. Ma non ce la posso fare. Non posso possedere un orologio, e adesso che ci penso è tutta colpa di Storie di cronopios e di fama :)

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