La sicurezza degli oggetti
Sapere che Shiseido e Clinique, per te, non vanno bene, mentre Lancome, Chanel e Clarins sì. Avere la certezza assoluta che gli unici solari che non ti deludono sono i Collistar, che una fetta di pane integrale Mulino Bianco è perfettamente un blocco della Zona, che da Coin sei a disagio, come da Stefanel, mentre da Furla, Body Shop, Benetton e BluNauta potresti anche schiacchiarci un pisolino e che se vuoi trovare qualcosa a colpo sicuro devi chiedere aiuto al signor Max Mara (& co). Alle mie ginocchia piacciono le Adidas, non le Nike: non tradirei mai Algida (tranne che per qualche estemporaneo MaxiCono) o tantomeno Cristalle o, con tutti i suoi difetti, Magicils.
Andare a colpo sicuro negli acquisti, senza rischiare delusioni e dissonanze cognitive: il latte Più Giorni Granarolo che ha quel leggero profumo di mandorla, un qualunque Apple, magari non funziona bene ma gli hai sempre fatto le fusa come un gattino, anche a quel Quadra rognoso del tuo primo lavoro vero. Scoprirsi parte integrante di chissà quale tassello della Grande Mappa, quella dove risiedono i curiosi che ambiscono alla fidelizzazione assoluta, potrei fare centinaia di chilometri per la terra di sole Clarins che compro da sette anni ma anche per provare un nuovo modello di motorino a una ruota sola.
Accettare la psicopatia del piacere di aver trovato qualcosa che non delude e che appaga da qualunque parte lo guardi, accettare con superficialità il falso senso di sicurezza che ne deriva, ignorando a forza i tanti piccoli lutti dei prodotti che mi sono stati sottratti sotto al naso (per non parlare dell'orrore di drogarsi di carta di credito e di scegliere la frutta in base all'estetica dell'esposizione). Fossi sempre fedele e costante come lo sono nello shopping, sarei una persona migliore.

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