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11 maggio 2004

CMC o CMS

CMC (Comunicazione Mediata dal Computer) è l'acronimo che usiamo per descrivere le relazioni interpersonali che avvengono tipicamente (ma non solo) tramite Internet. Alla C di computer si attribuiscono la maggior parte delle difficoltà incontrate da chi si avvicina a Internet e spesso ne viene respinto.

Io comincio ad avere dubbi: credo che l'acronimo giusto sia CMS (Comunicazione Mediata dalla Scrittura) e che il vero problema (per molti presunti low tech) sia dover usare una modalità di relazione a cui non siamo affatto abituati, la parola scritta. A usare un computer si impara, se dietro c'è la spinta giusta, a usare la parola scritta per innamorarsi, ridere, emozionarsi, chiacchierare, no.

Non parlo di scrittura professionale, di scrivere "bene" (qualunque cosa voglia dire), come fa Paolo Graziani: parlo di modelli cognitivi e di istinti neurolinguistici per cui, nella nostra civiltà, i rapporti umani avvengono tramite i cinque sensi. Siamo abituati ai media di massa, ma non ai media interpersonali (il telefono in fondo veicola la voce): ti abitui alla tastiera solo se hai sempre usato una specie di tastiera per entrare in contatto con gli altri (esistiamo).

Ci evolveremo in questa direzione? E' davvero un'evoluzione? Ai filtri uditivi, visivi e cenestesici affiancheremo modalità di relazione "scrittiche"? Comunicare per iscritto diventerà parte della nostra quotidiana esperienza di relazione, o rimarrà retaggio di pochi, come oggi? E questi pochi, viviamo e vivremo meglio degli altri, o le nostre orecchie si seccheranno e cadranno insieme alla lingua?

Grandi domande oggi.

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