Protesi di lunghissimo periodo
Avere qualcosa da dire, avere il tempo (e l'autostima) per dirlo, saperlo scrivere: che tra il 2 e il 7 per cento (dati Pew Institute) dei navigatori americani abbiano queste caratteristiche (e le mettano in pratica con un blog aggiornato quasi tutti i giorni) mi sembra una notizia straordinaria, anche se altre fonti pensano che si tratti di "quattro gatti". E' lo stesso tipo di obiezione che sento fare ormai da otto anni sul presunto declino delle forme di interazione online puramente testuale: i navigatori aumentano, i frequentatori di newsgroup, mailing list e simili non aumentano in proporzione. Ora, sarà antipatico dirlo, ma più gente frequento, meno gente interessante incontro: perché online dovrebbe essere diverso? Per "produrre contenuti" non basta essere intelligenti, colti, brillanti: il fatto che pochissime persone siano in grado e abbiano voglia di farlo ogni giorno è assolutamente normale (e il 2 per cento dei navigatori americani sono già, per me, un numero enorme, da confrontare con la percentuale di laureati a massimi voti rispetto alla popolazione, per dirne una).
Come spiega .mau. in un commento su Manteblog, gli strumenti di comunicazione non è che migliorino le capacità cognitive di una specie, almeno, non nel brevissimo periodo. Internet dà la possibilità di esprimersi a chi voleva farlo (e non sapeva dove o come): prima che faccia venire voglia di esprimersi a chi non ha niente da dire (o non ha voglia di dirlo, o non è abbastanza sicuro di sé per dirlo) dovranno passare generazioni su generazioni. Pensare che la mera possibilità tecnica di "produrre contenuti" trasformi tutti in produttori di contenuti è lo stesso tipo di illusione che fa vendere moltissime videocamere: siamo stati tutti vittime, credo, di proiezioni casalinghe che testimoniano che una handycam non fa Kubrick (anche se l'enorme Stanley, cinque anni che ci ha lasciato, a 16 anni si produceva i primi documentari con i soldi guadagnati come fotografo freelance).
Ci sono voluti sette secoli per assimilare la diffusione di uno strumento di comunicazione che permette a (quasi) tutti di leggere: ce ne vorranno altrettanti (anche se tutto sembra più veloce) per assimilarne uno che permette a tutti di scrivere.
PS: per un interessante commento sulla metodologia della ricerca del Pew Institute, leggete Ubik

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