La Fiera delle Ovvietà
L'equivoco più comune sui blog (tra coloro che non scrivono su un blog) si fonda, come tutti gli equivoci, su un presupposto sbagliato. Ne dà un esempio questo articolo, nel quale l'autore scopre che tenere un blog non significa essere uno scrittore, soprattutto non significa avere un'audience. L'autore si chiama Catalano, e se non ricordo male c'era un altro Catalano che affermava che è meglio sposare una donna bella, ricca e intelligente che una brutta, povera e stupida.
Per quanto questa raccomandazione possa essere utile a un eventuale soggetto che stesse pensando di entrare nel gotha della letteratura mondiale semplicemente per il fatto di aprire un blog (non volendo sottovalutare l'ingenuità del genere umano, diamone per scontata l'esistenza), l'osservazione mi sembra nascere da un tipico caso di proiezione sugli altri della visione distorta di uno strumento che non si conosce.
Tra le motivazioni per aprire un blog, la prospettiva di diventare uno scrittore letto da milioni di persone occupa un posto virtualmente inesistente, perché è chiaro a chiunque che non è il mezzo ma il talento che fa lo scrittore (o il calciatore, o il musicista). E' talmente ovvio che se lo si sottolinea si finisce immediatamente a fare la figura dello sprovveduto.
Non solo questo lo sa bene chiunque blogghi, ma mi pare un concetto accessibile anche a chi non blogga o non ha ancora capito bene perché si blogghi. La cosa bizzarra è che questa argomentazione sembra essere ancora piuttosto diffusa, mentre nessuno che abbia rispetto dell'intelligenza dei suoi interlocutori (o volesse mantenerne il rispetto riguardo alla propria, di intelligenza) si sognerebbe di affermare che imparare a suonare la chitarra non ti permetterà automaticamente di entrare nella top ten di Billboard.

0 Commenti:
Posta un commento
Link a questo post:
Crea un link
<< Home page