Filmus interruptus
Ieri sera mi sottopongo a immani sacrifici (leggi: abbandonare quattro bei maschietti soli al Movida con altre tre donne) pur di raggiungere il maestrino allo Spazio Oberdan e inginocchiarmi sui ceci (leggi: sedere sulle stilose poltrone che un anfiteatro greco è più comodo) per godermi finalmente Band à part di Jean-luc "cinèma" Godard.
Il tempo di verificare che Bertolucci ha fatto ben più che citarlo, in The Dreamers, e la pellicola si rompe. Il tempo di sbuffare, e realizzi che la pellicola non spixella, di solito. Stanno proiettando un DVD (in francese, con sottotitoli in inglesi e sottosottotitoli fuori sincrono in italiano). Il DVD è chiaramente rigato. A fatica superiamo il primo intoppo, giusto per arrivare a goderci il dettato in consecutiva della lezione d'inglese e i "Je n'aime rien" di Odile, e poi il sipario.
Esce il proiezionista e annuncia "abbiamo un problema tecnico". Io e il cinema francese abbiamo seri problemi di relazione, ormai non ha senso negare la cruda realtà dei fatti, così come non ha più senso fidarsi dello Spazio Oberdan.

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