I link dei maestrini su del.icio.us (tieni il puntatore sul link e compare la spiega)

28 febbraio 2003

Pets, My Love

Ammetto di essere completamente, irrimediabilmente innamorato della sitcom "Pets" su MTV. Se il venerdì (22:30) e/o il lunedì (23:30) non riesco a seguire le orribili malefatte di Hamish, Trevor, JP e Davina, me li registro (anzi li registro comunque) e se dimentico di registrarli ne soffro assai. Ormai ha assunto il tono di una dipendenza, e non oso pensare a cosa accadrà quando terminerà la serie.

Una risata li seppellirà (spero)

Ieri mi sono state raccontate cose che ahimè non posso ripetere, per rispetto e affetto per il delatore: limitiamoci a dire che uno di quei siti che stanno licenziando e piagnucolando per la crisi, continua a sbatter via soldi e tempo ed energie per licenze milionarie e installazioni di software a botte di migliaia di euro di consulenza al giorno. Io speravo queste storie di non sentirle più, ma così non è: davvero la stupidità aziendale non ha limiti?

27 febbraio 2003

Venerdì 13

Carlo Formenti su Quintostato segnala "Friday", brillante (?) tecnologia in sviluppo presso Microsoft, progettata per impedire che i contenuti prodotti all'interno delle aziende vengano diffusi all'esterno. Tra chi non vede l'ora di adottarlo per mettere fine alle pubblicazioni non autorizzate, e chi fa giustamente notare che i migliori controllori delle malefatte "corporate" sono proprio i dipendenti, c'è spazio per osservare sconsolati che le best practice di chi la rete la conosce veramente (vedi Cluetrain Manifesto & c.) sono state ormai assimilate dagli utenti, ma restano refrattarie per le aziende, che insistono contro ai propri interessi a chiudersi sempre più in sé stesse. Triste spettacolo.

Letture Sci-Fi: Killing Time

Sto leggendo questo Killing Time di Caleb Carr (grazie Stefano) ed è scritto in plain old style alla Jules Verne (il che è carino, anche se la scrittura è piuttosto mediocre). Quello che mi sta disturbando è una certa Internetfobia di fondo neanche troppo velata, e quella che per ora mi sembra essere una tentazione furbetta e mistificatoria a far finta di confondere gli strumenti con l'uso che ne viene fatto. La tesi infatti sembra essere che la non-affidabilità dell'informazione in Internet consentirebbe ai Poteri Forti di manipolare l'opinione pubblica e far credere al popolo cose che non sono vere. Come se questo non fosse da sempre il compito dell'informazione istituzionale indipendentemente dal mezzo. Il che sembra parecchio ingenuo, ma aspetto a vedere come va a finire.

26 febbraio 2003

La lotta dei dipendenti di .com

Un giornale che chiude fa sempre un po' male a tutti, anche a chi non lo leggeva. A me .com piaceva molto, ma mea culpa, non lo compravo più tanto spesso, a volte solo per pigrizia. Quelli a cui fa più male di tutti sono ovviamente i dipendenti: chi ha un contratto da giornalista può contare sul discreto sussidio dell'Ordine, ma chi giornalista non è deve ancora avere tre mesi di stipendio arretrati e contrattare per l'inserimento in altre realtà. Per tenersi informati sulla vertenza, è stato messo su un sito, PuntoCom in lotta, dove ieri leggiamo la "bella" notizia della cassa integrazione a partire dal 3 marzo.

Ma Perché non mi Vendi?

Non so voi, ma io voglio fortissimamente un lettore CD Mp3. Quindi faccio la mia ricerchina e ne individuo uno con un rapporto qualità/prezzo eccezionale. Una mesata fa lo ordino su Misterprice, ma mi arriva una mail che mi informa che l'articolo è terminato, peraltro senza dirmi quando sarà di nuovo disponibile né suggerirmene uno alternativo. Ieri torno per curiosità sul sito e ti scopro che il lettore CD è di nuovo disponibile e nonostante il mio vecchio ordine sia ancora nello storico nessuno mi ha detto niente.
Perché quando vogliamo comprare voi non ci volete vendere?

25 febbraio 2003

Donn@web con figli

Domani sera, mercoledì 26, quarto appuntamento Donn@web sempre al Foyer Fastweb (ottimi primi, pessimi cocktail). Io non posso andarci però ve lo segnalo lo stesso: magari per una volta si parlerà di bambini e Internet senza limitarsi alla caga della pedofilia.

Submagazine da Subway

Ci vorrebbe una rubrichina, per tutti gli sfondoni dei tabloid che ti appioppano sulla metropolitana (tipo Metro e Leggo, per intenderci). Oggi su Metro un brillante trafiletto ci informa che AlltheWeb, motore di ricerca norvegese, per gli analisti del settore avrebbe già "battuto Google per le ricerche sul Web" (sic). Increduli si continua a leggere e si scopre che la ragione di tale bizzarra affermazione è che AlltheWeb indicizzerebbe un centinaio di milioni di pagine in più di Google. Complimentoni per la logica stringente.

Qualche pagina più in là invece, sempre su Metro, leggo l'inserzione di una "Agency Fastweb", cioè una di quelle commerciali che si occupano (in outsourcing, come molti compiti che richiedono risorse umane) di convincere sempre nuove persone a firmare sulla linea tratteggiata. E tra le varie iperboli per convincere il disoccupato medio che il piazzismo porta a porta di connessioni internet è il futuro, Fastweb viene definita un "prodotto/servizio tecnologicamente avanzato e senza concorrenza". Questo se ci fosse ancora bisogno di conferme del fatto che a Fastweb è stato in qualche modo regalata una posizione di monopolio.

24 febbraio 2003

l'armata del ritmo

ci sono dei periodi che ti fai dei trip quasi ossessivi con un disco o un gruppo. per me in questo momento il trip sono *groove armada* che ascolto quasi in continuazione quando sono in giro. e hanno anche un sito niente male in flash (ma con misura e buonsenso) sul quale si può ascoltare un estratto di tutti i loro brani. un sano e intelligente mix di dance, techno, hip hop e rock che va (o forse no) sotto il nome di big beat. davvero brillanti.

Interfacce scarne e pulite, sì grazie

Non sono di quelli che han paura che la rete si googlizzi sempre di più, almeno come interfaccia: la nuova home page del Meetic francese mi fa ben sperare per l'inesorabilità della trasformazione di molti siti, dal mercatone alla concisione.

Sempre peggio. La nota di credito è sbagliata. E' sensibilmente più alta del dovuto. Che Fastweb sia un benefattore mascherato da provider?

21 febbraio 2003

Mi ero ripromessa di citare solo esempi positivi, su questo blog dedicato anche a come godere di Internet, ma alcuni delitti non possono essere lasciati impuniti, soprattutto quando vanno a coronare una lunga serie di errori di strategia e di realizzazione. Ho lavorato in RCS, e so che con Internet non hanno molto feeling: due esperienze fallimentari (RCS WEB e HDP NET) però probabilmente non sono bastate a capire che la rete non è la versione tecnica (e rognosa) della carta: ne è una prova lampante questo 100cataloghi.it - Con corriere.it il tuo catalogo finalmente sotto gli occhi di tutti, una roba che se fosse venuta fuori nel 1997, vabbé, ma nel 2003 la consacrazione da parte del corrierone del "catalogo elettronico" fa davvero male. Fa male a chi ancora aveva speranze nella capacità di un grande gruppo editoriale di capire un nuovo mezzo; fa male a chi, come noi, ogni giorno cerca di spiegare alle aziende che Internet non è la versione elettronica di un catalogo. Pace e bene a tutti: ecco "il nuovo modo per consegnarlo", ovviamente in pdf, ovviamente "sito in costruzione", perché preoccuparsi di completare qualcosa prima di metterlo online e pubblicizzarlo?

La telenovela Fastweb

Incredibile! Dopo nemmeno un anno, Fastweb ha recepito la nostra difficilissima richiesta di cambio di abbonamento e ci ha mandato una nota di credito! Ci sono volute solo una decina di telefonate (qualcuna con l'avvocato), un "sopralluogo visivo" (sic) da parte di un distinto signore che sembrava non saper neanche bene cosa vendevano i suoi datori di lavoro e le ultime sei bollette non pagate.
Io non so: mi dicono che "il billing è cosa assai complessa" e io ci credo, ma se una società non riesce neanche a farsi pagare e a gestire i contratti, che speranze ha? Come si fa a mandare da un cliente qualcuno che non sa neanche perché è lì e cosa deve fare? Sono strana io?

20 febbraio 2003

Sindromi di vario tipo

Dieci anni fa avevo l'ansia che non sarei mai riuscita a leggere abbastanza. Oggi ho l'ansia che non riuscirò mai a scrivere abbastanza. Mi rimane la sensazione di inadeguatezza totale, l'idea che comunque bisogna anche vivere, in qualche tempo, oltre a masticar parole, concetti, informazioni. Finito per oggi il lavoro (anzi, no, ancora una recensione da mettere su) saltello tra i miei blog preferiti, e quante cose intelligenti che avrei voluto scrivere io, quante informazioni utili che avrei voluto trovare io, quante idee nuove o dette in modo nuovo. Vabbè, oggi mi sento un po' una sottospecie di ameba :(

17 febbraio 2003

Fastweb e la morte del Customer Care

Perché in alcuni casi i nuovi fornitori di servizi (o i fornitori di nuovi servizi) rappresentano la morte del Customer Care, mentre in altri casi aziende private che si sostituiscono ai monopolisti pubblici, pur orientate al profitto esattamente come le prime, riescono a garantire ottimo servizio e assistenza rapida e puntuale?

Ottenere un qualunque tipo di assistenza da Fastweb è virtualmente impossibile. Anche solo riuscire a parlare con un operatore (in outsourcing esterno e che in buona parte dei casi non vi saprà risolvere il problema immediatamente) è un'impresa pressoché titanica. Per poi scoprire che il fornitore di connessione Internet ti collega in fibra ottica, ma per fare un trasloco ha bisogno del buon vecchio fax (è questo il broadband?).
L'assistenza via mail poi, non esiste: a Fastweb le mail finiscono direttamente in un apposito cestino.

Aem invece (il fornitore di gas ed elettricità di Milano) garantisce assistenza in pochi minuti e con procedure telefoniche rapide e indolori. Inoltre scommetterei che Fastweb pur risparmiando sul customer care è molto meno redditizia di Aem. Misteri del terziario avanzato.

14 febbraio 2003

Vorrei tanto scrivere qualcosa di interessante, fico e divertente, ma ho perso il collegamento mano-testa e me ne vado al Movida a bere un MaiTai :)
Buon fine settimana

11 febbraio 2003

Intervistata

Ehi, ZEUS News mi ha intervistata: potete commentare ciò che dico (lo so che dovrei metterli anche qua i commenti, e prima o poi lo farò).

10 febbraio 2003

i Mondi Online Sempre più Scenario di Produzione Politica

E' rassicurante vedere che non siamo pazzi, e le nostre previsioni sul mondi online come ambienti di produzione politica non erano del tutto campate per aria. Ma era una facile profezia e non è davvero il caso di farne vanto.

Interessante comunque questo articolo di fonte Canadian Press (ma firmato Nick Wadhams di AP) che esprime esattamente il tipo di concetto che ci piace leggere: "la differenza tra mondo reale e presenza online è molto più sottile di quanto la maggior parte delle persone sia propensa a credere". O magari disposta ad accettare.
E fa un po' di esempi: dalle proteste contro la guerra in Iraq inscenate nel nuovo mondo persistente There (al quale non mi hanno ancora ammesso come beta tester - grr!) fino a casi simili di proteste inscenate persino in giochi di ruolo come Everquest, al cui pubblico si penserebbe - sbagliando - come generalmente più refrattario alla politica.

Non si capisce bene perché, ma per molti sembra difficile accettare il concetto che le persone restano persone anche online, e per quanto a volte le si analizzi sociologicamente come categorie umane (o, molto più spesso, commercialmente come acquirenti), in rete si portano dietro le passioni, le priorità e gli interessi che hanno nella vita reale. E la politica, per fortuna, è una di queste passioni.
L'impatto dei Persistent Worlds sulla società online è confermato da un'esperta di community come Amy Jo Kim, la quale dichiara sempre nello stesso articolo che i Mondi Persistenti sono divenuti la cartina tornasole della permeabilità tra vita online e offline.

L'articolo in inglese si trova qui, mentre questa è la nostra tirata precedente sul futuro dell'azione politica nel cyberspazio.

06 febbraio 2003

Acquisti su Amazon

In preda a estasi da conto non in rosso oggi mi sono ordinata da Amazon:

- Cultivating Communities of Practice e Communities of Practice: Learning, Meaning, and Identity diEtienne Wenger
- Design for Community: The Art of Connecting Real People in Virtual Places di Derek M. Powazek
- Smart Mobs: The Next Social Revolution di Howard Rheingold
- Linked: The New Science of Networks di Albert-László Barabási

L'ultimo mi attizza più di tutti :-)

05 febbraio 2003

Mi saldano!

Ehi, sono in saldo: il mio libro Le tribù di Internet potete acquistarlo da Hops a un prezzo quasi umano, 13 euro. Al posto vostro, lo comprerei :)

04 febbraio 2003

I modelli dell'e-business

Un nuovo libro Hops con le risposte alle domande che tutti ci facciano: come si fa a fare business con Internet? Prova a rispondere Davide Casaleggio con Gli obiettivi di un sito web, che verrà presentato all'Istituto Europeo di Comunicazione (Piazza Diaz, 6 - Milano) martedì 11 febbraio alle 18.30. Se volete fare domande cattive all'autore (chi mira alto deve aspettarsi di tutto) esiste una sintesi del libro liberamente scaricabile.