Umanizzare i simboli
Qualcuno - spero - lo dirà meglio di me, ma quello che le televisioni di tutto il mondo hanno instancabilmente prodotto ieri è una ristrutturazione del campo semiotico "Saddam Hussein". La reiterazione dell'immagine di quell'uomo stanco e sconfitto, rassegnato, che si fa frugare in bocca consapevole del senso dell'operazione, trasforma il crudele e sanguinario dittatore in una persona dalle evidenti ferite fisiche ed emotive, allontanando i desideri di vendetta e di punizione solo perché abbiamo incontrato uno sguardo umano.
Come sempre, oltre a ragionare sul significato di un'immagine, mi chiedo se la sua produzione è consapevole o casuale, e in questo caso davvero non so rispondermi.

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