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23 novembre 2003

Una Vacillante Base di Realtà

"Tutto può accadere, tutto é possibile e verosimile. Il tempo e lo spazio non esistono. Su una vacillante base di realtà, l'immaginazione fila e tesse nuove trame".
(Strindberg - "Il Sogno")

Con questa frase, letta dalla matriarcale Helena al giovane Alexander, Bergman conclude il suo Fanny e Alexander, e fornisce allo spettatore un'interpretazione della vita, l'universo e tutto quanto di cui c'è bisogno oggi più che mai.

Ciò che conosciamo come realtà non è reale più di quanto lo sia il sogno, e se la mente umana ha bisogno di razionalizzare l'inconoscibile per non impazzire, ancora di più noi abbiamo bisogno degli artisti per ricordarci quanto la nostra visione del mondo razionalista sia inadeguata a comprendere il mistero della vita.

E' anche una definizione di cinema che bisognerebbe tenere a mente, in tempi in cui sembra prendere sempre più piede un metodo interpretativo aridamente logicistico, teso solamente a cercare la verosimiglianza, a inseguire un chimerico realismo della narrazione nel campo dell'immaginario.

Del film parlo un'altra volta perché ora sono sopraffatto dalle emozioni. O magari anche no, magari me lo tengo per me. Se volete farvi un regalo, noleggiatevelo.

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