Morire sul lavoro
Non ho da dire niente di intelligente sui morti italiani in Iraq, e quindi farei meglio a stare zitta. Mi addolora però la mia assoluta mancanza di dolore: mi sento anestetizzata e abituata alla morte, soprattutto se così mediatica. E' dai tempi di Alfredino nel pozzo (avevo tipo 11 anni) che il dolore pubblicizzato ed esternato e commentato non mi sembra più così importante; per ritrovare un po' di empatia e di umanità mi aiuta pensare ai morti di Nassirya come caduti sul lavoro. Di loro, in genere, non parla mai nessuno: è per questo che, priva dell'anestesia delle interviste ai parenti e vespa e condoglianze di Bush, mi sembra importante ricordare che ogni giorno, in Italia, quattro persone in media non tornano a casa dal cantiere, dalla fabbrica, stavolta dalla guerra. Morti inutili, morti evitabili, morti da rispettare, sempre.

0 Commenti:
Posta un commento
Link a questo post:
Crea un link
<< Home page