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07 novembre 2003

La fabbrica dei polli

Con il vestitino bello, la stessa pasta (patatina-salsa-formaggio-etc) costa di più: magari sullo stesso scaffale al supermercato troviamo l'identico prodotto proposto in modi e soprattutto a prezzi diversi. Un dirigente Esselunga spiega che "diverse aziende leader pongono come condizione contrattuale di non apparire sull'etichetta, per non far conoscere al cliente l'esistenza di seconde linee". D cita anche l'organizzazione dei consumatori francesi Que Choisir, che ha scoperto come centinaia di prodotti facciano capo sostanzialmente alle stesse linee produttive (cita gli yogurt, i cereali, il Camembert; in Italia, le patatine, la maionese, il ketchup).
La fonte è l'ultimo D di Repubblica: la notizia non è nuova, quello che è cambiato è che un decreto legislativo peggiora le cose, negando al consumatore attento la possibilità di verificare chi produce i prodotti dei supermercati. E' il decreto del 23 giugno 2003 n.181, approvato il 21 luglio scorso: consente "agli alimenti con il marchio del supermercato di non indicare la ragione sociale del produttore". Consente, non è che impedisce: vediamo chi farà il bravo.

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