Da CitizenX a Jmeeting
L'anno scorso mi capitò di scrivere da qualche parte, forse era su Dude, di CitizenX, che era la prima piattaforma di chat video su Web che vedevo. Lo scorso marzo CitizenX ha chiuso, e l'epitaffio sta tristemente in quella frase in home page che recita "Eventually, funding was the part of the experiment that failed".
Altri ci hanno provato e sono falliti, mentre la videochat in peer to peer attraverso instant messenger abilitati (Yahoo Messenger, peresempio) continua a prosperare. Forse (ipotizzo) per questione di costi: nel peer to peer la banda è condivisa e non accentrata, il server deve gestire solo i dati degli account.
Più o meno nello stesso periodo in cui CitizenX chiudeva, e forse non è un caso, nasceva Jmeeting.com, con la stessa missione: fornire una piattaforma web di chat video gratuita e libera.
Jmeeting ha ha oltre 81000 iscritti (anche se sono solo qualche centinaio a collegarsi ogni giorno) e fa notevoli sforzi per essere cross-platform: basata su tecnologie Java e server + software Unix e Linux, cerca di essere almeno virtualmente compatibile con tutti i computer del mondo. La chat sembra girare su irc, quindi ipotizzo che anche qui le risorse siano condivise. Per la gestione della banda necessaria al video non saprei dire come funziona, non sono un tennico e il sito non spiega nulla.
Non so dire se Jmeeting farà la fine di CitizenX e la chat video continuerà a essere patrimonio dei messenger, ma sono abbastanza convinto che la videochat non sia nata morta come molte altre tecnologie che si sono affacciate su Internet. In fondo mi sembra rispondere a un bisogno reale nella popolazione internauta, fosse pure per questioni di puro carattere sessuale (ma non credo che stia tutto lì, anche se a giudicare da Jmeeting sembrerebbe a prima vista essere la modalità di relazione preponderante).
Curioso il fatto che gli italiani, nonostante la scarsa diffusione della connessione in patria, siano la terza comunità nazionale su Jmeeting dopo statunitensi e olandesi. Fossi un Angel ci farei un pensierino.
Certo è che i soldi che Fastweb ha investito per creare il fallimentare Areariservata.tv (.tv, nientemeno: una classe di domini che è tutta un programma) sarebbero stati meglio impiegati a ospitare Jmeeting.com sulla rete interna, magari facendole da mirror italiano.

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