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19 agosto 2003

Letture estive

Il libro più bello che ho letto quest'estate è "Il lettore allo specchio. Sul romanzo e la scrittura", una lezione-intervista di/a Abraham B. Yehoshua, forse il mio scrittore preferito in assoluto. Un brano mi ha aiutato a capire cosa non mi ha convinto di "Il Budda delle periferie", di Hanif Kureishi: "Non bisogna dar prova di troppa leggerezza nei confronti dei personaggi, non si può permettere loro di fare quello che vogliono troppo in fretta e in modo superficiale". E' un po' lo stesso problema di "Ti prendo e ti porto via", l'acclamatissimo Ammaniti che si fa leggere con piacere, però siamo sempre dalle stesse parti del nostro cinema e lo stereotipo ci guata da vicino.
Non sarebbe estate poi senza due classici da ombrellone, il legal thriller (Errori reversibili, Turow) e il giallone con approfondimento social-psicologico (Il prezzo dell'inganno, E. George).
Il cult però è Romanzo criminale: ringrazio chi ha consigliato questo libro di cui altrimenti avrei diffidato, libro eccezionale per storie e linguaggio, agghiacciante nel suo ricalcare la realtà italiana ma leggibilissimo anche solo come noir, tra Bunker, Ellroy e Leonard.

Domani (se SDA riesce a consegnarmi il biglietto) finisce la prima parte della mia vacanza: alle 14:45 ho il volo per Milano, giovedì alle 11 decollo per Amsterdam. In Olanda leggerò quasi sicuramente Coppie di John Updike: avrò meno tempo per leggere e sento il bisogno di qualcosa di denso e meditativo, doloroso e comico insieme come solo Updike e Irving riescono a essere. E poi forse il Rheingold (Smart Mobs) che mi porto sempre dietro e non ho mai voglia di leggere.
Consigli per qualche scrittore nuovo?

1 Commenti:

Alle 5:06 PM, novembre 12, 2009 , Anonymous Anonimo ha detto...

Da leggere la via, il viaggio e le lacrime perse, raga, il libro che mi ha aperto la mente!!!

 

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