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14 agosto 2003

Della pizzica e di altre salenterie

Io sono nata a Taranto, e lì ho vissuto per 18 anni, ma da sei anni, se devo sentirmi qualcosa rispetto alla mia terra d'origine, mi sento salentina. Il Salento non è solo oggettivamente più di moda, elegante e kewl: è oggettivamente più bello, più interessante e meno stronzo delle patrie e classiste galere dove la consapevolezza di essere un'aliena ha iniziato ad accompagnarmi verso i cinque anni, quando in primina mi hanno mandata in bagno da sola e uno più grande (erano tutti più grandi!) mi aveva detto che c'era lo scheletro dell'unico altro bambino andato in bagno da solo anni e anni prima. Forse i bambini sono stronzi anche in provincia di Lecce, ma se devo sviluppare un senso di appartenenza preferisco dedicare le mie energie alla patria di A me me basta lu sule e Sangue Vivo.

Turisticamente, pur essendo letteralmente in culo al paese, il Salento funziona, nonostante una rete stradale più orientata al masochismo che alla viabilità: per essere il culmine della stagione c'è relativamente poco traffico, e in effetti io non dovrei scrivere questo post, anzi, andate tutti in Calabria ;)

In vacanza ho iniziato ad andare verso Leuca, piuttosto che verso Taranto, circa sei anni fa, approfittando di un gruppo di amici milanesi in vacanza qui: tra portarli a vedere Otranto e portarli a vedere Pulsano, beh :) Era l'inizio di una mia nuova vita e il Salento da allora ne ha sempre fatto parte, con nuove scoperte ogni anno, tante conferme e poche delusioni (tipo la statua di Manuela Arcuri :>
L'anno scorso, il Fico d'India di Porto Selvaggio, fico in sé (ah ah) ma soprattutto graziato da una luce al tramonto che ridefinisce il concetto stesso di. Grazie poi a iniziative come "Salento negroamaro" e "La notte della Taranta" diventa più facile scoprire i tanti paesini dell'interno, tra cui l'incredibile realtà del "Salento grico", una decina di paesini di cultura e lingua (quasi) greca, tra cui troviamo anche Calimera e Calispera.
Ho ballato la pizzica ad Alessano e a Melpignano, mangiato molto bene a Taviano e a Martano, a Sternatia ho visto l'anteprima di "A Levante" (film collettivo coordinato da Winspeare) e preso diversi aperitivi a Santa Caterina (Nardò) e lasciato metà dei ricordi validi al TuttiFrutti di San Pietro in Bevagna. Niente di che rispetto ai più noti Gallipoli, Otranto, Leuca, Santa Cesarea (ma anche Oria e Manduria), questi paesini comunicano comunque un orgoglio, una consapevolezza di sé, una personalità spiccata e comunque coerente con la zona, tali da renderli meta di viaggio in sé e per sé: c'è sempre qualcosa di affascinante da scoprire, uno scorcio diverso, un angolo di mondo che ti fa ricordare molto bene come qui siamo davvero all'incrocio tra il Nord di un mondo, il Sud di un altro, ma soprattutto l'Est, un est che non è più contemporaneo, ma è ancora estremamente presente.

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