Illuminismo, Sessantotto e gente un po' fuori di testa
Io ho questa cosa un po' bizzarra che riesco a mangiare solo con la cosiddetta talk radio: niente musica, niente TV. Solo gente che parla.
Oggi a pranzo, su Radio Radicale (l'alternativa era Radio Maria), mi è capitato di sentire un comizio di Umberto Bossi. Non che sia mai stata la mia passione, ma, mi dico, magari è utile per capire i tempi.
Ora la cosa buffa è che pare di sentire un homeless andato un po' di testa davanti alla Rinascente: presente quei poveracci che ripetono sempre le stesse quattro frasi senza senso?
L'illuminismo, parola nuova: Bossi scopre e s'innamora di questa categoria storica (a volte confondendolo col giacobinismo, ma poco importa tanto per una mente semplice sono intercambiabili) addossandole tutti i mali degli ultimi 200 anni di storia.
Roma ladrona, nord operoso e pigro, l'illuminismo: è l'illuminismo che ci ha rovinati, col suo figlio 68 e la pubblicità, che però va bene se serve a vendere prodotti e creare ricchezza al popolo del nord ma non se, in ottica illuminista e sessantottina, ci rende tutti uguali e schiavi. Ed è dal 69 che esiste la pubblicità televisiva. E dovevamo essere tutti ricchi, ci avevano promesso con la pubblicità, è venuto anche Clinton a dirlo, invece siamo schiavi di uno stato romano, ladrone, sessantottino e illuminista.
Non scherzo: questo è il messaggio.
E questo va a parlare al parlamento europeo?
Mi vergognavo meno di Cicciolina e del Partito dell'Ammore.

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