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25 marzo 2003

Chick Corea al Blue Note di Milano

Eccheccazzo. Ieri sera ho stretto la mano a Chick Corea dopo il suo penultimo concerto al nuovo (e bellissimo) Blue Note di Milano. Non sono una fan, né una collezionista di autografi e di personalità: è che se qualcuno fa musica per me mi piace poter andare da lui dopo senza servizi d'ordine e cordoni e menate e dirgli "Thank you" e stringergli la mano e sorridergli.
Poco jazz e tanta fusion, un tango bellissimo, Eternal Child e qualcosa credo di Pat Metheny con un doppio assolo batteria percussioni che mi lascerà con un sorriso ebete per qualche anno. Io non capisco un cazzo di musica, ma so che adoro la musica dal vivo quando è viva cosi', a pochi metri dal palco, che se sei curioso (e io lo sono) vai a toccare i più vari strumenti del percussionista e non suona nessuna sirena.
Chick Corea sembra Jerry Lewis: sorride e lascia la scena agli altri, soprattutto al suo geniale sassofonista (che suona ben quattro strumenti in una serata), Tim Garland.
Entrare al Blue Note di Milano significa avere la sensazione di aver preso un aereo per Parigi e per New York: il locale è bello e curato, si mangia bene, NON SI FUMA e il pubblico è caldo, appassionato e interessato (almeno ieri sera).
Sarebbe bello trovare sul sito la scaletta, ma sono gia' stra contenta di poter comprare i biglietti online senza commissioni.
Credo che ci lascero' molti soldi :)

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