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10 febbraio 2003

i Mondi Online Sempre più Scenario di Produzione Politica

E' rassicurante vedere che non siamo pazzi, e le nostre previsioni sul mondi online come ambienti di produzione politica non erano del tutto campate per aria. Ma era una facile profezia e non è davvero il caso di farne vanto.

Interessante comunque questo articolo di fonte Canadian Press (ma firmato Nick Wadhams di AP) che esprime esattamente il tipo di concetto che ci piace leggere: "la differenza tra mondo reale e presenza online è molto più sottile di quanto la maggior parte delle persone sia propensa a credere". O magari disposta ad accettare.
E fa un po' di esempi: dalle proteste contro la guerra in Iraq inscenate nel nuovo mondo persistente There (al quale non mi hanno ancora ammesso come beta tester - grr!) fino a casi simili di proteste inscenate persino in giochi di ruolo come Everquest, al cui pubblico si penserebbe - sbagliando - come generalmente più refrattario alla politica.

Non si capisce bene perché, ma per molti sembra difficile accettare il concetto che le persone restano persone anche online, e per quanto a volte le si analizzi sociologicamente come categorie umane (o, molto più spesso, commercialmente come acquirenti), in rete si portano dietro le passioni, le priorità e gli interessi che hanno nella vita reale. E la politica, per fortuna, è una di queste passioni.
L'impatto dei Persistent Worlds sulla società online è confermato da un'esperta di community come Amy Jo Kim, la quale dichiara sempre nello stesso articolo che i Mondi Persistenti sono divenuti la cartina tornasole della permeabilità tra vita online e offline.

L'articolo in inglese si trova qui, mentre questa è la nostra tirata precedente sul futuro dell'azione politica nel cyberspazio.

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